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Non ho paura dell'uomo nero


A OCRA Montalcino inizia domani una serie di iniziative legate al tema delle migrazioni e delle modalità di integrazione

“Quando si parla di immigrazione dal continente africano bisogna sfuggire allo scontro tra fegato e cuore ed essere razionali. Il problema esiste, così come esiste un modo per affrontarlo in maniera seria. Quelli che fanno appello solo al cuore finiscono per essere i migliori alleati di Salvini.”

Mario Raffaeli, presidente di Amref Health Italia

Stavamo lavorando alla programmazione di “Non ho paura dell’uomo nero” quando, il 24 settembre, viene approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legge in materia di “sicurezza e immigrazione” che smantella, di fatto, il sistema di accoglienza Sprar. Una settimana dopo, il 2 ottobre, viene arrestato il sindaco di Riace, Domenico Lucano. Questi sono solo due degli episodi di preoccupante deriva dei diritti collettivi ed individuali che hanno alimentato la nostra motivazione nel proporre una serie di eventi volti a riflettere e combattere il dilagante sentimento di paura. Il celebre regista tedesco Wim Wenders, ricordando i valori fondativi dell’Europa basati sul motto “Libertà, uguaglianza e fratellanza”, sottolinea come ormai questi ultimi siano stati soppiantati dagli slogan nazionalisti “oppressione, esclusione e ostilità”. Sono moltissime le personalità pubbliche e politiche che stanno denunciando a gran voce l’ascesa prepotente di forze populiste e xenofobe, in Italia, come in Europa. Pensiamo che sia un momento fondamentale nella storia del nostro paese e che sia necessario un pensiero comune forte e deciso, che partendo dal piccolo e dal locale, sia in grado di smuovere e modificare il corso degli eventi. In Italia ci sono molte realtà locali che sperimentano l’accoglienza e l’integrazione, associazioni che educano alla legalità, fondando il proprio operato sull’idea di uguaglianza.

Crediamo che sia molto importante riappropriarsi della consapevolezza della propria responsabilità di fronte alla collettività, in un paese stressato da anni di politiche corrotte e da sentimenti diffusi di ostilità, dove nemmeno i più giovani riconoscono il pensiero come forza motrice dell’agire politico. Per questo la riflessione e il confronto partiranno dal coinvolgimento dei giovani italiani e stranieri, fili imprescindibili nella trama del tessuto sociale del futuro. Saranno giornate ricche di incontri, conferenze, tavole rotonde, laboratori di cucina, percorsi specifici per i più piccoli, performance artistiche, dibattiti e occasioni di confronto diretto tra domanda e offerta lavorativa territoriale. Molte attività coinvolgeranno i bambini e i ragazzi delle scuole locali, nella convinzione che sia essenziale che, come futuri cittadini consapevoli, intraprendano un processo di scambio, confronto e conoscenza reciproca. Parteciperanno giovani e famiglie di diverse nazionalità, ognuno con una storia da raccontare, un’esperienza da condividere, descrivendo i propri paesi d’origine e le ragioni del viaggio, le aspettative, quelle realizzate e anche quelle disilluse, la vita che conducono, i sogni, le speranze per il futuro.

© Agenzia DIRE (www.dire.it)

Giovedì 15 novembre sarà una giornata intensa di dibattiti e tavole rotonde, per analizzare la situazione dei flussi migratori da e per il nostro paese in una logica complessiva ed Europea. Non solo per dialogare ma per agire, con un focus particolare sulle realtà locali e territoriali. Contestualmente si svolgeranno i laboratori di conoscenza, scambio e confronto fra culture di "nuovi" e "vecchi" cittadini. I protagonisti sono i bambini delle scuole locali, i quali avranno la possibilità di rapportarsi con alcuni giovani migranti che racconteranno la propria storia, descrivendo il paese di origine e le ragioni del viaggio, pronti a conoscere le peculiarità del tessuto sociale di Montalcino, di cui si apprestano a far parte come cittadini attivi.

Venerdì 16 novembre la giornata si apre con la conferenza “Non toccate il mio amico” a cura di Angela Scalzo (Segretario Generale Nazionale di SOS razzismo) e con la proiezione del cortometraggio "Storie di un giovane immigrato" del regista egiziano Maged El Mahedy.

A seguire un momento di incontro e confronto tra giovani italiani e giovani migranti con istituzioni, aziende del territorio e associazioni di categoria, volto a conoscersi e conoscere opportunità, a fare incontrare domanda e offerta. Nel pomeriggio, a partire dalle 15.00, vi sarà la possibilità di partecipare al laboratorio creativo di Samuel Fuscà, nel quale attraverso giochi teatrali, esercizi di tecniche somatiche e di danza contact improvisation, si creerà uno spazio di fiducia e ascolto per riconoscersi come uomini al di là di ogni frontiera di colore, gusto o mentalità. La giornata si conclude con la performance di musica e danza a cura del Malibra Trio, un gruppo di recente formazione, composto da tre abili musicisti di differenti nazionalità, culture, esperienze e formazione musicale. A termine e a conclusione del ciclo di eventi di "Non ho paura dell’uomo nero", venerdì 30 novembre alle 19:00 OCRA Montalcino presenterà Somud u Ahlam, monologhi da “Il teatro reportage” di e con Annet Henneman.

Scopri il programma completo degli eventi su: www.ocramontalcino.it

Tutti gli incontri sono aperti e gratuiti

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