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PaladinoPiacenza, l'inedito confronto artistico tra statue equestri

I cavalli di Mimmo Paladino dialogano con le due sculture equestri di Edoardo Mochi che incorniciano la piazza di Piacenza


"PaladinoPiacenza" | Photo © Lorenzo Palmieri


Le statue equestri in bronzo di Alessandro e Ranuccio Farnese, da ottobre e fino al 28 febbraio, stanno dialogando con l’ultima opera d’arte pubblica di Mimmo Paladino collocata al centro di Piazza Cavalli a Piacenza, in posizione equidistante tra i due monumenti di Francesco Mochi. L'installazione di Paladino è composta da 18 sculture in vetroresina, poste su una base quadrangolare di dodici metri.


"PaladinoPiacenza" | Photo © Lorenzo Palmieri


Questo progetto artistico curato da Flavio Arensi ed Eugenio Gazzola, è inserito nel palcoscenico duecentesco che racconta le stratificazioni politiche, culturali e sociali di Piacenza, con un insolito quanto interessante confronto tra due maestri dell’arte moderna e contemporanea: Francesco Mochida Montevarchi (1580-1654) e Mimmo Paladino (Paduli, 1948).


"PaladinoPiacenza" | Photo © Lorenzo Palmieri


Il cavallo è dato come elemento formale di passaggio tra mondo antico e mondo moderno, oltre che come luogo di incontro e scontro tra le civiltà di Oriente e Occidente e nel caso di "PaladinoPiacenza" è evidente la volontà di interloquire con i monumenti farnesiani che danno il nome alla piazza centrale della città, opponendo al fasto delle sculture del Mochi il rigore delle forme stilizzate di Paladino, che si torcono in pose surreali e irrequiete e giocano con la prospettiva e il punto d’osservazione, per dirigere lo sguardo dei visitatori verso angoli degli edifici vicini, che appaiono come silenziosi testimoni dello scorrere della Storia.



"PaladinoPiacenza" fa parte del programma di Piacenza 2020/21, promosso dal comitato composto dal Comune di Piacenza, dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dalla Diocesi Piacenza-Bobbio e dalla Camera di Commercio di Piacenza.

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