• Stefano Semeria

PARASITE

La storia del nuovo film di Bong Joon-ho, vincitore del Festival di Cannes 2019 e fresco di candidatura ai Golden Globes come miglior film straniero, regia e sceneggiatura

“Sai qual è il piano che non può fallire? Il non avere un piano, se ne fai uno la vita non lo segue mai” Bong Joon-ho è senza dubbio uno dei migliori registi della sua generazione, spazia tra un genere e l’altro mantenendo un gusto eccezionale per la forma e il ritmo. La linea guida che unisce tutti i suoi film è il concetto di famiglia: che sia il legame speciale tra madre e figlio in Madre (2009), l’eroica famiglia Park di The Host (2006) o il rapporto magico tra la piccola Mija e Okja, la famiglia è simbolo di una forza che va oltre ogni divario di classe e genere. Parasite porta ai massimi livelli la poetica di Bong Joon-ho spaziando dall’ironia al dramma con un perfetto equilibrio.

La bellezza del film si completa nel bellissimo studio delle inquadrature fotografate da Hong Kyung-pyo collaboratore di lunga data di Bong Joon-ho e nelle musiche di Jeong Jae il che accompagnano lo spettatore in una storia di vita che nel suo essere assurda è molto reale.

Una piccola finestra di un appartamento in un sottoscala e una grande finestra di una villa di lusso in collina sono le cornici attraverso le quali il regista ci consente di guardare la vita di personaggi meravigliosamente dipinti. Ki-woo figlio di una famiglia molto povera, dietro raccomandazione di un amico, prende servizio come insegnante di inglese privato presso una famiglia molto abbiente. Da una parte abbiamo la ricca famiglia Park che accoglie con grande gentilezza il ragazzo, ma mantenendo quella distante cortesia che si riserva alle classi sociali inferiori. Questa distanza è quella che permette al giovane di introdurre, con l’inganno, tutta la sua famiglia al servizio dei Park.

Siamo lontani dalla netta differenza tra ricchi e poveri di Snowpiercer (2013), pur condividendone il protagonista, l’eccezionale Song Kang-ho (presente anche in The Host), questa volta, i parassiti del titolo non sono realmente identificati ed è scelta dello spettatore decidere se sono la ricca famiglia a nutrirsi della vita della propria servitù o se è il contrario. Un’opera matura che continuerà sicuramente nella sua incetta di premi e che vedremo senza alcun dubbio anche fra i protagonisti ai prossimi Oscar.

Chi è | Stefano Semeria

Classe 1979, nato a Sanremo, ma cresciuto nella provincia di Arezzo, è un appassionato di cinema e della ricerca della bellezza in tutte le sue forme. Blogger e contributor per alcune riviste on line, è un libero professionista che si occupa di branding e di analisi di ricerca per privati e aziende

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