• Stefano Semeria

Passeggiando per Fountainbridge con Sean Connery

Il tributo al grande attore scozzese


Sean Connery sotto la targa di Fountainbridge, Edimburgo (Scozia)


Qualche anno fa, durante un viaggio in Scozia, sono capitato per caso a Fountainbridge, un quartiere di Edimburgo, ho fatto un giro sul canale, sono stato al centro commerciale e poi ho cercato un pub. Quasi casualmente mi sono imbattuto in una targa che indicava che quello era il quartiere dove era nato Sean Connery. Mi sono chiesto come dovesse essere stato nel 1930, anno di nascita dell'attore; il posto era ben diverso, estremamente povero dove in pochi si avventuravano, ma con la stessa aria e atmosfera di adesso. Sean Connery, nella sua gioventù, qui fece molti lavoretti per aiutare la famiglia, persino il fattorino del latte su un carretto trainato da un cavallo!


Fountainbridge, di fronte al Palais de Dance Hall, 1920


In questi giorni, dopo la notizia della morte dell'attore, mi sono ritrovato a pensare a quando passeggiavo per Fountainbridge, e anche quando, a McEwan square, mi sono seduto su un muretto con una birra e ho respirato la bellezza che la Scozia offre in ogni suo angolo. Per un breve attimo nella mia vita, ho avuto la sensazione che io e Sean Connery abbiamo provato sensazioni simili. Perché Sean Connery era scozzese e, se ami questo Paese come lo amo io, senti di essere in connessione con tutte le persone che la abitano. Questa terra trasmette loro un'energia speciale, non importa che vengano dalla gelida Inverness o dalla nobile Edimburgo, ricchi e poveri, tutti hanno questa forza che arriva direttamente dall’aria che si respira.


La Scozia è un posto apparentemente lontano dal mondo eppure è culturalmente vivace, legato alle tradizioni, ma aperto alle innovazioni; fortemente radicato alla terra, ma con le vette più alte di tutto il Regno Unito. Sean Connery era così, partito dal nulla, si è fatto strada dal teatro alla televisione e infine al cinema, dove ha riscosso un grande successo mondiale. Il suo talento e il suo carisma sono sempre stati forti e presenti, come la generosità di Fountainbride (dove la signora che vendeva hot dog all’angolo mi regalò una doppia dose di senape perché le stavo simpatico).


Sir Connery è entrato nell’immaginario collettivo a partire dagli anni ‘60, quando ha indossato i panni di James Bond, ma nella sua lunga carriera non è stato solo un seduttore e una spia, è stato moltissimi, e indimenticabili, volti. Ha lavorato in molti film di Sidney Lumet, fino alla vincita dell'Oscar per “Gli Intoccabili” nel 1988 sotto la regia di Brian De Palma e interpretato altri ruoli indimenticabili di quegli anni, fra i quali l’iconico volto del padre di Indiana Jones nel 1989. Negli anni ‘90 il suo lavoro si è alternato tra action, commedia e dramma, indimenticabile il suo cameo nel “Robin Hood” di Kevin Reynolds del 1991 dove, con un'apparizione di pochi minuti, ha rubato la scena a tutti gli altri attori che recitavano nel film.



Sono seguiti grandi successi come “Il Primo Cavaliere” (1995) e “Entrapment” (1999), fino allo splendido “Scoprendo Forrester “(2000) per la regia di Gus Van Sant, dove lavora nuovamente al fianco dell’eccezionale F. Murray Abraham, 14 anni dopo aver realizzato “Il Nome della Rosa”. La sua ultima interpretazione è del 2003, nel film di Stephen Norrington “La Leggenda degli Uomini Straordinari”.


Con il nuovo millennio le sue apparizioni pubbliche si sono molto diradate, Sean Connery è sempre stato molto geloso della sua vita privata, ha sempre preferito stare in famiglia, viaggiare e occuparsi di cause sociali. Vegano e fervente ecologista, si è battuto per molte nobili cause in più parti del mondo. Pensando a quest’uomo grande, forte e affascinante come la sua terra, torno a quel muro di Melvin Walk dove in questi giorni trovano posto fiori e tanti messaggi di affetto portati da moltissime persone, soprattutto dalla maggior parte dagli abitanti della città e in particolare del suo quartiere, ricordando che “he was one of us”.

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