• Giuseppe Cicozzetti

Permanent Error, l’errore permanente per Pieter Hugo

Il fotografo sudamericano ha concentrato la sua attenzione dove il resto del mondo ha distolto lo sguardo, ad Agbogbloshie, la “Sodoma” africana

David Akore, Agbogbloshie Market | Photo © Pieter Hugo

Ha scritto Robert Louis Stevenson: «Tutte le cose del mondo iniziano in Africa, e là trovano la loro fine». Non c’è dubbio che la lista di “tutte le cose del mondo” necessiti di un aggiornamento, introducendovi oggetti che all’epoca lo scrittore scozzese non poteva nemmeno immaginare: i rifiuti elettronici. Ghana, Africa Occidentale. Probabilmente non siete a conoscenza di una località di nome Agbogbloshie. Poco male, non siete gli unici. Chi invece la conosce molto bene sono le grandi multinazionali del digitale, che hanno eletto Agbogbloshie una delle più vaste discariche a cielo aperto di rifiuti elettronici dell’Africa.


Abdulai Yahaya, Agbogbloshie Market, 2010 | Photo © Pieter Hugo


Volendo riassumere la parabola della vita di un pc, d’un tablet, d’un cellulare e altre device, si comincia con lo sfruttamento delle miniere di Coltan (la miscela minerale che serve ai nostri indispensabili strumenti di comunicazione) per finire, una volta, sostituiti da più nuove release, qui, in questo pezzo del Golfo di Guinea. Stevenson aveva ragione: «Tutte le cose del mondo iniziano in Africa, e là trovano la loro fine». Pieter Hugo, fotografo sudafricano che proprio sull’Africa ha concentrato la sua attenzione, si è recato lì dove il resto del mondo ha distolto lo sguardo, in quella città che per la qualità delle condizioni è soprannominata “Sodoma”.


Agbogbloshie Market, 2009 | Photo © Pieter Hugo


Ad Agbogbloshie, confluisce una larga fetta di popolazione giovane proveniente dall’area settentrionale del Ghana e dai paesi vicini come Niger, Mali e Costa d’Avorio. Arrivano per guadagnarsi da vivere, ma il prezzo, in termini di salute è altissimo. Uno studio condotto tra il 2016 e il 2018 dalla School of Public Healt dell’Università del Ghana, riguardante lo stato di salute dei riciclatori di rifiuti elettronici, ha segnalato come endemiche le malattie della pelle e soprattutto, a causa del crescente livello di inquinamento, un’esponenziale incremento delle malattie respiratorie. La qualità dell’aria è pessima, ma le circa 150.000 tonnellate di elettronica da smaltire che ogni anno precipitano a Agbogbloshie, insieme alle sostanze chimiche che richiederebbero un trattamento adeguato, spaventano i lavoratori meno che la povertà: stretti nella necessità di guadagnarsi da vivere, siglano una sfida con la loro stessa salute, e gli effetti sono devastanti.


Aissah Salifu, Agbogbloshie market, 2010 | Photo © Pieter Hugo


“Permanent Error”, l’errore permanente titolo del reportage di Hugo, ci conduce nel cuore dell’ipocrisia di una società dei consumi che di fronte al profitto aggira leggi internazionali, affronta e blandisce il sistema corruttivo alla base di queste “concessioni”, ma soprattutto le immagini parlano a noi. Questa “spazzatura digitale” è nostra, è prodotta da noi ogni volta che non sappiamo resistere all’acquisto di un prodotto sempre più performante, più nuovo, più tecnologicamente evoluto. Dietro le pessime condizioni di vita dei raccoglitori di Agbogbloshie ci siamo tutti noi, gli utilizzatori finali, i piccoli consumatori in “errore permanente”, i feticisti della connessione globale. Ora Agbogbloshie, la “Sodoma” africana, non è più così lontana, sappiamo cosa vi accade, come si vive e si muore: non permettiamo che a pagare per il nostro irrinunciabile stile di vita sia qualcun altro: se ripensiamo ai consumi non permetteremo a noi stessi d’essere complici d’un crimine. Usciamo dall’errore, nulla è permanente.


Agbogbloshie market, 2010 | Photo © Pieter Hugo




Chi è | Giuseppe Cicozzetti

Geografo. Dopo una lunga esperienza editoriale si occupa di filosofia della fotografia. Su Scriptphotography scrive di cultura e divulgazione fotografica, prestando una particolare attenzione alle nuove tendenze della fotografia e ai loro interpreti. Vive in Sicilia.





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