• Puccio Duni

Perry King, un ricordo

Un mese fa moriva Perry King, raffinato designer inglese. Gli oggetti da lui disegnati sono entrati nell'olimpo del design internazionale, e soprattutto in quello italiano

Perry King

Con la morte di Perry King si arresta il sodalizio di questo designer britannico con lo spagnolo Miranda, sodalizio nato fin dal lontano 1976, quando King, dopo aver a lungo collaborato con Olivetti e aver creato insieme a Ettore Sottsass la celebre macchina da scrivere portatile Valentine, decide di agire in prima persona e si lancia sul mercato italiano del design che esercitava fin dagli anni '60 un attrazione fatale per chi voleva operare nel settore del design.

Un censimento dei designers stranieri che nel corso degli ultimi cinquant'anni si sono trasferiti a Milano non risulta essere stato fatto, ma basta dare un’occhiata ai cataloghi delle maggiori aziende di design per farsi un’idea di quanto questo fenomeno abbia contribuito alla progettazione del design italiano.

Olivetti Valentine, 1968

Il curriculum di King è facilmente sovrapponibile a quello di decine di designers stranieri; ovvero si viene in Italia dopo una laurea in design, si cerca uno studio conosciuto dove si effettua uno stage e poi si comincia a guardare intorno e si cercano quelle opportunità che Milano non nega quasi a nessuno. Quando King nel 1964 arriva a Milano riesce ad entrare in contatto con uno dei designer più rampanti del momento, ovvero Ettore Sottsass che dalla fine degli anni '50 collabora con Olivetti, e questo gli ha fruttato il primo Compasso d’oro. È ovvio che King, da lì in poi, venga impegnato sui progetti della ditta di Ivrea, compresa la definizione coordinata dell’immagine di ogni ramo che si andava consolidando in quel periodo, a cavallo tra comunicazione, grafica e design.

"Jill", Arteluce - 1977

La legittima ambizione di aprire uno studio per conto suo matura nel 1976 quando, con Santiago Miranda, decidono di dare vita a quella che sarà una coppia fissa che lavorerà per una moltitudine di aziende design oriented con uno stile inconfondibile. Anche oggi, ripassando questi quasi cinquant’anni di prodotti del duo King e Miranda, si percepisce una tensione progettuale mai banale ed uno stile nato dalla vicinanza sostanziale di linguaggio che produce una “fusion” nella quale risulta inutile andare a cercare chi ha fatto cosa. Della miriade di oggetti progettati dallo Studio King e Miranda ci piace ricordare la lampada Jill per Arteluce del 1977 (forse la prima opera fatta insieme) che è rimasta a lungo in catalogo e che è stata anche la prima di una lunga serie di lampade disegnate per questo catalogo come la Donald del 1978, l’Aurora, innovativa lampada da soffitto del 1982, anno in cui esce anche un binario, Expanded Line che alla tecnica del sistema unisce una freschezza e una “portabilità” domestica assolutamente unica.

"Air Mail" ,Marcatrè - 1987/1990

Per quanto attiene i mobili senz’altro rimarchevole la collaborazione con Marcatrè per una serie di mobili per ufficio che risentono senz’altro delle sensazioni e delle indicazioni emerse dalla collaborazione con Sottsass nel periodo Olivetti e stimolante la partnership con T70 che originò pezzi interessanti come il tavolo Pitagora del 1988. Questo per limitarci al solo campo del design trascurando gli altri campi di intervento dei due. Corre l’obbligo di citare il conferimento del prestigioso premio RDI (Royal Designer for Industry) dalla Royal Society of Arts di Londra avvenuto nel 2000, oltre alla cattedra al Politecnico di Milano.

Da oggi, quello di Perry King è un altro nome da ricordare nella personalissima mappa di Milano alla ricerca di tutti, o quasi, gli indirizzi degli studi dove è nato il design, e se a Firenze si possono trovare alcune lapidi che ricordano i grandi del passato come il Ghiberti in via della Pergola, Andrea del Sarto in Via Giusti, il Bronzino in Via delle Ruote e così via, sarebbe bello poter vedere sui muri di Milano i nomi della legione dei designers che hanno dato lustro all’Italia in questo settore. Da Via dell’Annunciata per Gae Aulenti a Via del Conservatorio con Vico Magistretti ,da Piazza Castello con i Castiglioni a Via Morone con Sottsass e via dicendo . Un itinerario per i fan del design come il sottoscritto, quasi un pellegrinaggio.

Chi è | Puccio Duni

Torinese, classe1935 ha collaborato spalla a spalla con grandi maestri della storia del design italiano: Ettore Sottsass, Superstudio Archizoom Mangiarotti Carlo Scarpa ecc. Tra i progetti più “pioneristici” che ha firmato c’è Selfhabitat, aperto 40 anni fa, in anticipo di diversi decenni sulla filosofia di Ikea. Nel 2014 riceve il Premio Compasso d’oro alla carriera per aver promosso il design con la sua attività. In quest’ultimo periodo tiene periodiche conferenze relative a personaggi e periodi del design. Collabora con la sezione arredamento del Liceo Artistico di Porta Romana dove ogni anno svolge lezioni concernenti il design in tutte le sue declinazioni.

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