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Piazze Aperte, urbanistica tattica a Milano

Il progetto di riqualificazione dello spazio pubblico per trasformare luoghi privi di identità e ordine in nuovi spazi pubblici di incontro e partecipazione


Milano, piazzale Loreto

Realizzato in collaborazione con Bloomberg Associates e con il supporto di National Association of City Transportation Officials (NACTO) e Global Designing Cities Initiatives, “Piazze Aperte” segue gli obiettivi di sostenibilità e rigenerazione urbana di Milano 2030: valorizzare le piazze trasformandole in luoghi di aggregazione al centro dei quartieri, migliorare lo spazio pubblico, ampliare le aree pedonali e fruibili e promuovere forme sostenibili di mobilità a beneficio dell’ambiente e della qualità della vita in città,segue gli esempi di successo realizzati in grandi città del mondo come Bogotà, Buenos Aires, San Paolo, New York e Los Angeles, Addis Abeba e Bombay.


Milano, piazza Angilberto


Il Comune di Milano ha dato il via a questo progetto nel 2018, la prima “piazza aperta” è stata Dergano, dove, eliminando due file di parcheggi si è recuperato uno spazio stradale trasformato in una nuova area pedonale con l’inserimento di posti a sedere e spazi gioco per bambini. È stata poi la volta di p.zza Lavater e p.zza Angilberto. Per il 2020, CLEAR ha indetto un concorso di selezione per un artista con l’obiettivo di realizzare gli interventi di piazza Tito Minniti, del quartiere isola e Piazzale Loreto. Ha vinto l'agenzia milanese indipendente Jungle, specializzata in attivazioni urbane e campagne di comunicazione non convenzionale, che ha dato all'artista romana Camilla Falsini, street artist molto famosa, il compito di “colorare” questi luoghi. Insieme hanno lavorato in collaborazione con i comitati cittadini di quartiere per condividere con loro le scelte grafiche e i colori dell’intervento studiati per ognuna delle piazze.


Milano, piazza Tito Minniti

Per piazzale Loreto, l’artista è partita dalle strutture urbane della città ridisegnate attraverso semplici forme geometriche; gli edifici e le strade si intrecciano per formare alcune lettere che compongono proprio la parola LORETO. Il fondo antracite scelto risalta ancor più la scritta nascosta che esplode in modo caleidoscopico grazie a colori pieni e sgargianti. In piazza Tito Minniti, le lettere che formano la parola ISOLA raccontano la sua storia: così, per esempio, la I diventa un grattacielo che simboleggia la parte più avveniristica della zona mentre la A una casa per sottolineare che il quartiere è reso vivo anche da chi lo abita.

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