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Pink Floyd. Al Macro di Roma 50 anni di carriera in 350 oggetti


Fino al 1° luglio 2018 al Museo Macro di Roma, più di 50 anni di carriera della storica band inglese raccontati attraverso un monumentale affresco di 350 oggetti

Foto © Giacomo Pepe

Al Museo Macro di Roma, fino al 1° luglio 2018 è possibile visitare la mostra "The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains" è stata ideata da Storm Thorgerson e curata da Aubrey ‘Po’ Powell, coppia dello studio grafico Hipgnosis che ha disegnato molte delle famose copertine degli album della band, in collaborazione con Nick Mason, cofondatore e batterista dei Pink Floyd e, in questo caso, loro consulente. Il percorso dell'esposizione si snoda in ordine cronologico e ripercorre gli anni di attività del gruppo, dalla prima metà degli anni '60 al 1995, data del loro scioglimento, fino a quando i Pink Floyd, compreso Roger Waters, si riuniscono nel 2005, suonando per il Live8, l'evento benefico organizzato da Bob Geldof, dove i musicisti negano ogni possibilità di reunion più duratura, dedicandosi ognuno alla propria carriera individuale.

La mostra raccoglie più di 350 oggetti che illustrano la carriera della band che è considerata una tra le più importanti e innovative della storia del rock: “The Dark side of the Moon” è ancora oggi il terzo disco più venduto di sempre, ed è il più famoso della band insieme a “Wish You Where Here” e “The Wall”. Nei padiglione si trova la ricostruzione del furgone Bedford che usavano i Pink Floyd per i tour a metà degli anni Sessanta, “fat man”, il gonfiabile che rappresenta un uomo con pantaloni, gilet e camicia a righe azzurre, alto più di sette metri, progettato da Mark Fisher e Jonathan Park, che lavoravano per la prima volta insieme proprio in occasione di quel tour e che avrebbero realizzato nei mesi successivi le meraviglie visive legate ai concerti del disco “The Wall”.

In prossimità dell'ingresso della mostra sono esposti alcuni oggetti che legano storicamente i Pink Floyd all'Italia, provenienti dall'archivio dell'associazione culturale “The Lunatics”. La selezione, effettuata personalmente dai creatori della mostra, è stata effettuata scegliendo tra gli oggetti più interessanti e tra quelli più rari; così è stato dato un importante riconoscimento al mondo del collezionismo italiano, che ha costruito, nel corso degli anni, una credibilità capace di superare i confini nazionali. I visitatori possono godere anche di straordinarie testimonianze audiovisive, video di interviste originali, una serie di teche, suddivise per anno, grandi a sufficienza per contenere l'organo Farfisa suonato da Wright agli inizi della sua carriera nei Pink Floyd, oppure bassi o chitarre appartenuti alla band, così come libri, dischi, poster, nastri magnetici, manoscritti, oggetti che raccontano qualcosa della lunga storia dei Pink Floyd.

Roma è la prima tappa del tour itinerante e internazionale della mostra, che era già stata al Victoria and Albert Museum di Londra e dopo l'esordio italiano, dal prossimo autunno l'esposizione si sposterà in Germania e in seguito toccherà altre otto città in giro per il mondo.

Chi è | Gabriele Salvi

Laureato in discipline umanistiche, è attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti e dalla fantascienza. Abita in Toscana e collabora con alcune riviste di cultura e con webgiornali nazionali. Oltre alla passione per la scrittura, ama confrontarsi con gli amici in sfide spietate a paintball nei boschi della sua terra.

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