• Vanna Francesca Bertoncelli

Psicologia Urbanistica, la città è dell'Uomo


La psicologia, a differenza delle altre discipline, è la sola in grado di cogliere non solo gli interessi e le aspettative manifeste delle persone, ma anche quei bisogni latenti e inespressi che devono mettere in grado le persone di riconoscersi e di comunicare

Rendering di Smart City, India

Nella prima pagina della Genesi la creazione, che ha origine dal Nulla, disegna spazi, non luoghi. C’era una volta lo spazio. Poi, fu il luogo. Una parte dello spazio, idealmente o materialmente circoscritta. Ciò che rende lo spazio un luogo è non soltanto l’essere definito, diviso, ma

con-diviso, vissuto, riconosciuto come prodotto dell’esperienza individuale e collettiva, portatore degli elementi di una comunità. Il luogo oltre la retorica, una realtà esistenziale tra il mantenere ed il trasformare. Il luogo ha un ruolo rilevante in psicologia urbanistica, branca della psicologia che si occupa della progettazione urbanistica ed architettonica in ambito urbano. Collabora, in un rapporto interdisciplinare, con altre specializzazioni quali ad esempio l'urbanistica, l'architettura, la geologia, la semiologia, la sociologia. La psicologia, a differenza delle altre discipline, è la sola in grado di cogliere non solo gli interessi e le aspettative manifeste delle persone ma anche quei bisogni latenti ed inespressi che devono mettere in grado di riconoscersi e di comunicare.

Sdoganata in qualche modo dall'Ordine degli Psicologi della Toscana alcuni anni fa a Firenze, durante il Congresso regionale su "Il ruolo dello Psicologo come risorsa per la promozione della salute del territorio" quando si è tenuto il simposio di psicologia urbanistica LA CITTA’ DELL’UOMO, è stata protagonista in diversi eventi svolti negli anni in Toscana ed in Sardegna in collaborazione con Comuni ed Università, Ordini professionali ed Associazioni di categoria come l’Ance, unitamente a pubblicazioni sull’argomento. All’interazione di discipline diverse e ai codici linguistici, aveva lavorato a lungo, con un programma di ricerca, il Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell’Università di Firenze con il coordinamento scientifico di Giandomenico Amendola.

Padiglione Italia- "La citta dell'uomo" - Shangai Expo 2010 - Shangai, Cina

La psicologia urbanistica si discosta in qualche modo dalla psicologia ambientale che, soprattutto in Italia, sulle orme di una diffusa impostazione sociologica dei problemi ha posto l’attenzione soprattutto sullo studio del benessere delle persone in relazione alle caratteristiche fisiche e sociali degli ambienti di vita quali luoghi di residenza, di lavoro, di svago, di istruzione e di cura.

La psicologia ambientale si è così progressivamente allontanata dallo studio dei processi di percezione e di elaborazione delle informazioni, in quanto processi cognitivo-affettivi ed esperenziali. I temi della percezione dello spazio e dell’identità, nella ricerca in ambito psicologico, sono rilevanti. Entrambi si svolgono lungo il tempo di formazione dell’individuo. L’evoluzione della percezione spaziale passa dalla indifferenziazione alla costruzione di uno spazio senso-motorio coerente attraverso la coordinazione. Solamente nella pre-adolescenza matura la rappresentazione dello spazio.

L’identità come caratteristica dell’Io che avverte la propria uguaglianza, continuità nel tempo e coerenza insieme alla consapevolezza che gli altri lo riconoscono si va formando nell’arco della vita. Il concetto riguarda sia l’individuo che il soggetto collettivo. Il processo attraverso il quale l’uomo arriva a formarsi un’identità è lungo e delicato e si realizza attraverso il meccanismo complesso dell’interiorizzazione di “oggetti” quali ad esempio gli spazi che divengono, attraverso l’esperienza ed i vissuti, luoghi della mente e luoghi del cuore. Fare memoria di questi elementi risulta, al momento delle conoscenze attuali, fattore base per la sicurezza dell’esserci, con un passato da cui procedere ed un futuro verso cui muovere. Questo divenire riacquista la forza dell’azione, anche sociale, nella misura in cui rimane culturale. Ed è tale quando opera attraverso i valori e, anche se conosce crisi in cui sembra smarrire il proprio senso, può agire proprio in quanto elemento culturale. Quando ciò che finisce è l’operabile secondo valori comuni quali la progettazione tra soggetti, comunicabile, comunitaria; la possibilità di modificare le situazioni con l’azione, l’esistenza individuale diviene precaria ed il vivere sociale impossibile (E. De Martino).

"Anastasia" di Carlo Stanga, 2014

L’identificazione come processo psicologico per cui, sul piano individuale una persona si considera uguale ad un’altra e sul piano sociale ha un vissuto di appartenenza ad una collettività di cui partecipa, anche se in forma parziale, valori e norme, opera modificazioni della personalità. Nella città contemporanea, le dinamiche della trasformazione, la frammentazione spesso non organica, il mutamento continuo dove i tempi di esposizione agli “oggetti” sembrano annullarsi creano difficoltà di identificazione e di memoria, requisiti base per la formazione di un’identità sia individuale che collettiva necessari alla salute psichica. Trascorrere il tempo del lavoro, del riposo e dello svago in un ambiente urbano a misura d’uomo, è elemento fondamentale per la formazione di una personalità equilibrata e per le relazioni sociali. È ormai assodata la relazione tra architettura, urbanistica, normalità, devianza. Esistono spazi e strutture che inducono l’aggressività, soprattutto nelle forme fruste, cioè in quelle forme silenti che passano inosservate per esplodere magari nel gesto clamoroso; favoriscono il disagio sino alla devianza, in particolare in quelle modalità della microcriminalità urbana più proprie, ma non esclusive, del mondo giovanile. Il nostro modo di essere, il nostro benessere come il nostro malessere, sotto gli aspetti fisico, psicologico, sociale, dipendono in gran parte dai valori sociali della progettazione.

La privatizzazione dello spazio pubblico, per esempio la destinazione massiva di questo a stalli per auto, annullando i possibili spazi di incontro e la sovraesposizione a stimoli in continua trasformazione, sono fattori che possono produrre disorientamento, insicurezza sino a manifestazioni di tipo patologico. Alle realtà urbane e metropolitane corrispondono patologie urbane e metropolitane. È la città come "spazio culturale che parla della società che la vive", G.Marrone - I. Pezzini, Linguaggi della città, Milano, Meltemi, 2008. È necessario rivendicare con forza il diritto alla città con la fruizione dei valori estetici ed etici riferibili sia agli spazi pubblici che privati avendo come obiettivo la loro trasformazione in luoghi anche attraverso l’educazione all’immagine come forma di alfabetizzazione condotta attraverso i temi della comunicazione contemporanea.

Karina Puente Frantzen, 1972

Italo Calvino, autore che si è occupato a lungo di architettura e urbanistica ne "Le Città Invisibili", opera dall'impronta tanto onirica quanto problematica parla delle città attribuendo loro nomi di donna e da voce, con la fantasia, alle criticità ed al disagio in ambito urbano. Sul piano di realtà la città deve essere pensata e, proprio tenendo presenti i tempi di esposizione, pensata in una prospettiva temporale lunga dove l’obiettivo sia la qualità della vita con ritorni sul piano della salute sia fisica che mentale e sulle relazioni tra le persone. Con una restituzione anche sotto i profili economico e finanziario.

Chi è | Vanna Francesca Bertoncelli

Laureata in Filosofia a Siena, vive tra la Sardegna e Grosseto dove da circa quarant'anni svolge attività di psicologo-psicoterapeuta, occupandosi di disturbi di personalità nell’adulto. Da anni porta avanti, con l’Università di Siena (sede di Grosseto) e con il Comune di Grosseto, un progetto su “la memoria e l’identità” in un’ottica che vede la collaborazione di discipline diverse a seconda dell’argomento trattato: lo sport, il writing urbano, la conservazione dei dati, l’arte pubblica, le barriere architettoniche, la qualità dell’abitare.

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