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Siena celebra Nobuyoshi Araki, il grande fotografo giapponese


Presso il complesso museale Santa Maria della Scala, fino al 30 settembre è un corso una nuova grande mostra delle foto del maestro Araki

Photo © Nobuyoshi Araki

Nobuyoshi Araki fotografo giapponese ha acquisito notorietà in tutto il mondo per le sue foto candidamente erotiche. Forse il fotografo più prolifico nella storia del mezzo fotografico, Araki è autore di oltre 350 libri e le sue mostre spesso includono migliaia di immagini. Un sedicente “foto-maniaco”, la fotografia è uno stile di vita per Araki; utilizza dozzine di rullini al giorno. Meglio conosciuto per le sue voyeuristiche immagini in stile istantanee delle donne spesso legate con corde (kinbaku) e di colorati “fiori sensuali”, Araki ha utilizzato la fotografia per interpretare le emozioni e le esperienze. Per celebrare gli oltre 50 anni di attività (è del 1965 la sua prima mostra) è a Siena al museo di Santa Maria Della Scala, con una selezione di 2200 opere che ripercorre la sua lunga carriera artistica offrendo un panorama pressoché completo sulla sua sterminata produzione, assai complessa e articolata, ben oltre le immagini di bondage che l’hanno reso celebre in tutto il mondo. Molte serie –Satchin and his brother Mabo, Sentimental night in Kyoto, August, Tokyo Autumn e altre ancora - vengono presentate per la prima volta in Italia, alcune sono inedite in Europa - come Anniversary of Hokusai’s Death e Gloves - e la raccolta Araki’s Paradise - fotografie che Araki scatta utilizzando la sua casa come un palcoscenico - è stata appositamente realizzata per Siena: un Araki dunque originale, riflessivo e emozionante che sembra voler riassumere in questa mostra la sua intera vicenda artistica e umana.

Lungo il percorso espositivo troviamo il racconto dedicato a Satchin and his brother Mabo, due ragazzini vicini di casa di Araki, immagini degli anni sessanta; Subway of Love, fotografie scattate nella metropolitana di Tokyo a cavallo degli anni settanta; ritratti classici di eleganti donne e uomini giapponesi e le composizioni intitolate Araki’s Lovers degli anni ottanta e novanta; una raffinata selezione di bondage; le immagini appartenenti a Tokyo Diary del decennio 2000-2010, diario fotografico che Araki aggiorna quotidianamente dal 1980, e la cronaca del 2017 intitolata Anniversary of Hokusai’s Death, in onore del grande pittore e incisore giapponese Katsushika Hokusai. Accanto al toccante Sentimental Journey in versione completa (il racconto del viaggio di nozze con la moglie Yoko in 108 fotografie in bianco e nero), viene proposta per la prima volta in Italia l’altrettanto emozionante lavoro intitolato Sentimental night in Kyoto; e poi ancora l’Amant d’Août, dedicata alla modella Komari; le fotografie realizzate in occasione dei 60 anni dalla fine della guerra, The 60th year after the End of the War, e una ventina di dittici dalla serie Tokyo Nude, architetture simboliche della capitale giapponese accostate a nudi femminili.

Oltre alle Polaroid organizzate in tavoli, scatti che narrano del quotidiano vivere dell’artista a Tokyo, compaiono altre due recenti serie dedicate alla sua città natale: Tokyo Summer Story e Tokyo Autumn, brillante e luminosa la prima - come lo è la calda estate della capitale giapponese-, melanconica e intima la seconda, velata di luce crepuscolare. Con le composizioni floreali, a celebrare la bellezza e la caducità della vita, viene presentata anche la serie Balcony of Love, fotografie organizzate sulla terrazza di casa animate dalla presenza del gatto Ciro, insostituibile compagno di vita del fotografo giapponese. A completare la mostra un video che presenta Araki mentre seleziona le opere della mostra insieme al curatore Filippo Maggia e un libro catalogo, edito da Skira, con una selezione di 300 opere fra quelle in mostra.

#RedazioneArtApp #NobuyoshiAraki #Siena #FilippoMaggia #Tokyo

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