Sogni e segni. L’onirico poetico di Efrem Barrotta


Le grafiche di Efrem Barrotta non hanno tempo, sono visioni di segni e di sogni, di esperienza e di distanze, create dall'artista per fare del mondo un orizzonte poetico

Foglia oro e stampa su cartoncino Cordenons Dalì Neve 280g. Dimensione 21x30cm. Tiratura 20pz.

Sogni e segni: un punto, un colore, un attimo, un inizio. È il sogno della porta aperta del tempo, in cui mettere i piedi e segnare con le impronte le pagine dei sogni come un diario di vita. Sognare è bello, è divertente, ed è gioia di essere, desiderio di libertà. Perché il sogno è la vita, il tempo che precede il momento in cui gli occhi trovando la luce scoprono il mondo. Il sogno è il gioco dei segni liberi, il viaggio del fantastico nel cielo senza barriere, nella compagnia di un elefante tutto nero con le zanne e le orecchie a strisce bianche, dove scrivere parole libere, con il sapore del fantastico.

Nella nuvola dorata l’uomo nero vola e nelle sue mani stringe un mondo bianco e nero, lontano ancora dalle mani dei bambini che sono forza di stupore, forza di meraviglia. La lingua dei sogni è la lingua dei segni e appartiene ai bambini. Ed è ancora la lingua delle dita, senza parole. Ma i segni sono ricchi e i bambini domandano di avere quello che è alla portata delle loro mani. Dalla macchina da scrivere parole libere in gioco, per raccontare la terra come la casa della vita. Nel sogno, infatti, la casa è infinita, senza angoli e senza mura. La mucca non cammina, vola! La mucca gialla invece è nelle mani nere, non vola, rimane vicina e non fa paura. Il fico d’india giallo con le sue spine bianche, segna un luogo indicato nel confine della torre lontana.