• Stefano Semeria

"Spring" film di Justin Benson e Aaron Moorhead


Dalle radici profonde della Puglia, la storia di un amore che va oltre ogni confine

© Indie Film Academy

La fine della bella stagione è per molti di noi un momento di riflessione, un prezioso periodo accompagnato da una dolce malinconia per luoghi e persone che abbiamo conosciuto.

Questa sana malinconia ci accompagna lungo il viale delle emozioni e porta con sé bellissimi film.

La storia che vi voglio raccontare in questa fine estate è quella di Spring, il primo film americano realizzato assieme alla Apulia Film Commission e ambientato nella incantevole Polignano a Mare.

La Puglia vista da un americano innamorato

Vedere l’Italia attraverso gli occhi di uno straniero è sempre divertente e interessante, ma il lavoro di Justin Benson e Aaron Moorhead per questa pellicola è stato davvero speciale. Il territorio diventa protagonista di una storia ancestrale e affascinante. Evan è un giovane americano che ha da poco perso la madre e il lavoro e decide di fuggire per l’Italia, raggiungendo la Puglia.

Accolto da un fattore che gli offre una stanza in cambio di aiuto in campagna, si immerge in questa terra antica e affascinante. Il fattore è interpretato da Francesco Carnelutti, storico attore e doppiatore italiano che vediamo qui nella sua ultima interpretazione.

La vita del protagonista prende una nuova forma tra gli ulivi, i trulli e fra le strade della bellissima Polignano a Mare conosce anche l’amore per Louise, una ragazza affascinante e misteriosa con un segreto che affonda le sue radici nel mito e nella storia millenaria di queste terre. La rinascita interiore del protagonista va in parallelo con il fiorire delle piante e dei frutti che coltiva e allo stesso modo, il suo amore cresce.

Una diversità genetica, non ti rende un mostro

Il segreto che Louise cela al mondo è la sua natura mitologica, il suo essere una creatura che da oltre due millenni vive rigenerandosi ogni vent’anni. La bellezza e la forza stilistica della condizione della protagonista è l’assoluta coscienza della propria diversità: il cinema e la letteratura ci hanno abituati a storie d’amore transnaturali come quelle della saga di Twilight, alla mortale attrazione di Mina per Dracula, al romantico amore tra R e Julie in Warm Bodies;

ma Louise non porta lo stigma della maledizione: come lei stessa sostiene, non è un mostro, è solo un diverso tipo di umano. Come un tempo la scienza non poteva spiegare malattie come la rabbia o l’emofilia e inventava figure mitologiche, la sua condizione genetica non dovrebbe farla sentire una creatura sovrannaturale. Lei è felice della propria immortalità e non vorrebbe rinunciarci. Il messaggio che deriva dalla presentazione della diversa natura di Louise non solo è innovativa, ma porta con sé un bellissimo messaggio di accettazione che non dovrebbe passare inosservato.

© Film Reviews

Il potere del territorio

Leggendo la trama di questo film i riferimenti sono tantissimi: atmosfere da racconto di Lovecraft, carnalità che rimanda a Borowczyk, un amore deviato che ricorda lo Żuławski di Possession. Il potere di Spring risale dal territorio al quale è legato, una potenza ancestrale che lega Louise a queste rocce, alla terra dura, alla morte e alla vita. I due registi americani avrebbero voluto girare ad Amalfi, terra molto famosa negli Stati Uniti, ma per una serie di coincidenze, sono stati indirizzati verso la Puglia e le sue tradizioni. L’amore è stato immediato e ha ispirato ancora maggiormente la stesura della sceneggiatura. Il territorio dove la narrazione ha luogo è parte integrante della storia. Dalle coste rocciose e frastagliate alle aride campagne, la Puglia fa da cornice perfetta per raccontare una storia d’amore tra un ragazzo dal cuore puro e una ragazza indurita dal tempo e dalla malattia. I continui riferimenti alla mitologia, il viaggio a Pompei, i mosaici e le antiche chiese, in ogni luogo e in ogni tempo di queste terre, Louise ha vissuto e ha portato vita… e in ogni luogo e in ogni tempo di queste terre, Evan la rivede e la ritrova.

La forza del suo amore è pura, come gli amori estivi, fatti di passione, di voglia di scoprirsi, di condividersi, un amore vissuto ogni giorno con la certezza che la vacanza finirà. Ma l’amore vero va oltre gli ostacoli e come vediamo che da un limone, può nascere un arancio, da una passione estiva può nascere un amore eterno.

Rinascere nell’amore, rinascere per amore

Spring, già dal titolo, è una storia di rinascita sotto varie forme.

Il riferimento è alla primavera, il periodo in cui gli eventi si svolgono, ma anche al concetto di sorgente, allo scaturire di nuova vita dalla terra stessa. I due protagonisti sono molto diversi, da una parte abbiamo Evan che ha vissuto un periodo terribile della sua vita, la morte della madre, la perdita del lavoro, il suo unico amico è poco affidabile e non lo ascolta quando cerca di sfogarsi con lui. Dall’altra abbiamo Louise, oramai distaccata dall’affetto, non ricorda nemmeno il suo nome di nascita, il suo concedersi al mondo è gelido, scientifico, nella costante ricerca di una cura alla propria condizione genetica. Insieme, in questa tarda primavera che diventa estate, rinascono, cambiano la propria pelle andando incontro a quella che sarà una fine certa per entrambi. Creando un legame mortale che vince sull’immortalità, trovando nella certezza di una fine la sua potenza inarrestabile.

…puoi scegliere se lavorare fino alla morte oppure gettare tutto all’aria senza rimorsi quando incontri la persona giusta… magari è solo chimica, ma forse è anche magia. L’amore arriva un paio di volte, se sei fortunato, ma la vita ti sembrerà corta in ogni caso.

Chi è | Stefano Semeria

Classe 1979, nato a Sanremo, ma cresciuto nella provincia di Arezzo, è un appassionato di cinema e della ricerca della bellezza in tutte le sue forme. Blogger e contributor per alcune riviste on line, è un libero professionista che si occupa di branding e di analisi di ricerca per privati e aziende

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