• Gabriele Salvi

Statue in fuga dal Museo

Stupiscono le immagini surreali presentate alla mostra “Fuga dal museo” in corso nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Afrodite di Capua, © Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla Quaranta

I fotografi Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla Quaranta hanno provato ad immaginare le sculture del Museo Archeologico affrancate dalla loro immobilità e libere di muoversi e vivere a Napoli, così hanno realizzato quaranta fotomontaggi in cui alcune famose statue vengono ritratte sul lungomare, in Piazza del Plebiscito, nei vicoli del centro storico, alle pensiline dei bus e sui vagoni della metropolitana, creando un cortocircuito temporale e visivo.

Atlante in via San Biagio dei Librai, Napoli

«Il nostro progetto nasce dalla volontà di dare vita alle statue del MANN, rendendole vere creature che interagiscono con la realtà. Le sculture divengono persone, che si aggirano per le città, desiderose di scoprirne i misteri, le bellezze e le paure». Questo il commento degli artisti durante l'inaugurazione della mostra “Fuga dal Museo”, che terminerà il 24 febbraio 2020 i cui sono esposte delle insolite scene di vita quotidiana, come la scultura dell’Afrodite accovacciata in vico Lungo Gelso, oppure un selfie di gruppo con Ferdinando I, o ancora l’Ercole Farnese di fronte ad una copia nella stazione Museo della metropolitana o l’Afrodite di Capua affacciata alla finestra di un vicolo per stendere i panni.

Ercole Farnese in metropolitana

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, a pochi mesi dall’importante apertura della nuova ala museale dedicata alla Magna Grecia, ha proposto questa mostra ai cittadini partenopei e ai numerosi turisti che visitano la città, invitandoli ad osservare i luoghi più suggestivi di Napoli arricchiti dall'ironica fantasia di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla Quaranta. Il direttore del MANN, Stefano Giulierini ha detto:«questa è una mostra che ha il pregio di riuscire ad avvicinare il grande pubblico dei non addetti ai lavori all’archeologia grazie a un approccio leggero e divertente, ma mai banale, che porta i visitatori a scoprire e ricercare non solo le opere presenti nel museo, ma anche gli scorci e i luoghi d’interesse di Napoli e Pozzuoli che fanno da sfondo e che, per questo motivo, meriterebbe di essere replicata in altri luoghi della città e anche in altre istituzioni culturali.»

Chi è | Gabriele Salvi

Laureato in discipline umanistiche, è attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti e dalla fantascienza. Abita in Toscana e collabora con alcune riviste di cultura e con webgiornali nazionali. Oltre alla passione per la scrittura, ama confrontarsi con gli amici in sfide spietate a paintball nei boschi della sua terra.

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