• Dominique Robin e Laura Cavalieri M.

#stopviolencespolicières, difendiamo il diritto di manifestare

Il diritto di manifestare pubblicamente le proprie convinzioni è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ma troppo spesso viene violato

Immagini prese da Twitter

Bonjour Laura, avec des amis, nous sommes en train de préparer une action autour de la question des violences policières. Il s'agit d'un hashtag. L'idée est de se photographier avec une main sur l'oeil de la publier sur Facebook ou un autre réseau (par mail etc) en ajoutant ce texte: "Le droit de manifester publiquement ses convictions est un droit reconnu par la Déclaration Universelle des Droits de l'Homme. Je suis solidaire avec les victimes des violences policières agressées pour avoir pacifiquement exprimé leurs opinions lors de manifestations en France, au Chili, en Algérie, au Liban. #stopviolencespolicières #SVP, #stoppoliceviolences #SPV #SVP Il y a en ce moment dans différents pays du monde des policiers qui répriment des manifestations pacifiques en utilisant des méthodes qui relèvent du totalitarisme. Le but n'est pas d'assassiner mais de tuer les individualités en les amputant de ce qu'elles ont de plus chers: leur capacité à voir, la forme de leur visage. Il est impossible de provoquer autant de blessures à l'oeil sans l'avoir planifié ou tout ou moins sans l'avoir politiquement voulu: laisser faire la police, ne pas l'empêcher, c'est décider qu'elle doit continuer. Par ailleurs, le fait que ces méthodes se répètent dans différents contextes montre qu'elles relèvent d'une forme de technique de répression apprise. Il est plus que temps de dire collectivement non.

Il est temps que la communauté des humains quelque soit sa couleur politique, sa religion etc affirme haut et fort que protéger les droits fondamentaux tels que la liberté de manifestation et d'opinions relève du bien à tous. Fanny Charrasse, Solène Charrasse, Camille Rn, Dominique Robin etc. vous proposent de rejoindre ce mouvement de simples citoyens indépendants par un geste: dites non avec nous par une photographie de votre visage, une main sur l'oeil. Ajoutez #SVP et le texte que vous trouverez en commentaire.

Merci de partager ce message. Pour ceux qui veulent s'informer:

au Liban https://www.lorientlejour.com/…/arretez-de-viser-les-yeux-a…

au Chili: https://www.nytimes.com/…/americas/chile-protests-eye-injur… en Algérie: https://www.ouest-france.fr/…/data/73636/reader/reader.html…

en France : https://www.lemonde.fr/…/violences-policieres-on-est-dans-l… #liban #Algérie #Chili #France #stopviolencespolicières. Abbiamo un grosso problema in Francia con la violenza della polizia... Ho voluto fare qualcosa che sia legato a una situazione internazionale per mostrare cosa succede dappertutto quando la gente usa del suo diritto di manifestare.

Dominique Robin

La polizia spara sulla folla, lo fa in Cile durante le manifestazioni iniziate a ottobre dello scorso anno, lo fa a Parigi contro i “gilet gialli”, e poi ancora in Libano, in Algeria, in Iran, in Irak, laddove ci sono delle persone che scendono in piazza per difendere i propri diritti. Spara proiettili di gomma ad altezza occhi, le denunce di un uso eccessivo della forza da parte della polizia arrivano dalle ONG dei paesi coinvolti, e gli utenti di Internet hanno iniziato a pubblicare dei selfie dove con una mano si coprono un'occhio, in solidarietà con i manifestanti feriti, con l'hashtag: #SPV.

Immagine della mostra del festival di fumetti Festival d'Angouleme, con i personaggi famosi della BD, è un gioco di parole: La Bande Dessinée o Lanceur de Balle de Défense

«Le forze di sicurezza e coloro che le dirigono hanno preso di mira gli occhi, le teste e i volti dei manifestanti. Coloro che accecano i giovani libanesi sono criminali ingiusti e brutali», ha scritto il regista Lucien Bourjeily nel suo account Twitter, accompagnato da una sua foto con un occhio coperto e come lui altri artisti, intellettuali, politici e persone qualsiasi lo hanno fatto, non solo per solidarietà con i feriti degli scontri internazionali, ma soprattutto per ribadire il principio sacrosanto della libertà di manifestare pubblicamente le proprie convinzioni, che è affermato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e a maggior ragione deve essere riconosciuto dai responsabili delle forze dell'ordine e dalla polizia di ogni paese del mondo.

Laura Cavalieri Manasse

Chi è | Dominique Robin

Appartiene alla generazione di artisti che usa diversi modi di espressione in dispositivi complessi: disegni, video, fotografie, suoni e altri ancora. Le sue installazioni sono generalmente narrative e richiedono l’attenzione del pubblico che deve mettere la sua immaginazione in moto, rendersi disponibile. Se il suo lavoro si è confrontato con diverse realtà (gli studenti di Conakry, i ragazzi di strada in Rwanda, i ricercatori del CNRS a Parigi...), tratta più particolarmente dei problemi ambientali. Le sue opere sono regolarmente esposte in numerosi centri d’arte internazionali in Europa, Africa, Stati Uniti

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