• Paolo Riani

Tutto quello che non è città


Appunti per definire una tecnica di intervento sugli spazi vuoti fra gli insediamenti umani

Imageplan – Pianta schematica dell’intervento a Peccioli (PI)

L’incarico di redigere il piano di miglioramento agricolo e ambientale su circa novecento ettari di territorio acquisiti da Peccioli, un piccolo e virtuoso comune della Toscana occidentale, mi ha obbligato a definire una tecnica di intervento ed ha rappresentato per me un triplice impegno: disegnare, sopra quello mezzadrile che va oramai scomparendo, un paesaggio nuovo che fosse l’immagine di una rinnovata amicizia fra il luogo e una popolazione divenuta estranea perché divenuta mobile. Conservare al tempo stesso il disegno di quello storico, perché l’architettura non nasce mai dal nulla, ma è sempre suggerita dal volto che distingue ogni luogo da tutti gli altri e diventa significativa solo quando si confronta con quello.Integrarli. Solo nella misura in cui le forme del passato e quelle nuove si sarebbero rivelate complementari (nel senso letterale di completarsi necessariamente a vicenda) il luogo avrebbe potuto mantenere intatta la propria identità e la propria leggibilità nel suo sviluppo.

Questo progetto di recupero, perciò, non vuole essere soltanto un elenco di cose d fare per migliorare dal punto di vista produttivo e ambientale l’unità fondiaria della Fondazione Gaslini acquisita dalla Comunità di Peccioli. Vuole essere un vero e proprio progetto di architettura del territorio, perché inteso a denunciare delle scelte esistenziali mediante la loro tematizzazione formale. Un tema architettonico o urbanistico non è ancora architettura, come è risaputo, così come un tema musicale non è ancora la canzone o la sinfonia: ne costituisce però lo schema figurativo di base e la ragion d’essere delle sue molteplici articolazioni, perfino delle sue eccezioni. Lo studio del luogo, della sua storia, delle sue caratteristiche paesistiche e delle sue esigenze di sviluppo ci ha indotti a individuare tre temi generali variamente intrecciati tra loro, che chiameremo dell’anello, del parco e delle acque.

Chiesa della Madonna delle Serre, Peccioli (PI) | Photo © Paolo Riani

In una realtà come quella di Peccioli l’agricoltura ha sempre costituito e tutt’ora costituisce la matrice di tutti i rapporti economici, politici e sociali che si sono concretizzati nel suo paesaggio. Il primo tema da sviluppare è stato allora suggerito proprio da quella matrice ed è il tema dell’acqua. La campagna di Peccioli ne ha sempre sofferto la carenza, malgrado i molti fossi, torrenti e botri che la percorrono ma che nel periodo estivo restano asciutti. La formazione di una catena di invasi artificiali per trattenerla nei fondovalli sarà non solo un intervento significativo nel paesaggio, ma un tema urbanistico e architettonico unitario capace di denunciare la nuova dimensione economica dell’agricoltura, che non è più quella mezzadrile. Le sue strutture di supporto come i ricoveri per le macchine, l’officina per ripararle o le tettoie per gli allevamenti non possono essere sparse per i campi, ma esigono di essere legate fra loro secondo nuovo tracciato regolatore basato su una tecnologia aziendale, che i percorsi dell’acqua segnati dalla loro vegetazione possono fare emergere nel disegno dell’insieme. L’attuale ragnatela delle vie poderali che le collegherà ai campi coltivati costituirà un sotto tema che le integrerà naturalmente al paesaggio storico senza distruggerlo. Tema e sotto tema traspariranno infatti come in filigrana, ed è questa la sovrapposizione che li qualificherà come architettura.

Case coloniche abbandonate | Photo © Paolo Riani

Il secondo tema, anch’esso urbanistico e architettonico insieme, è quello della residenza. Le case coloniche dismesse formano attualmente una sorta di collana sulle alture boschive alternate a vigneti che coronano i declivi coltivati. Non potendo più essere utilizzate per l’agricoltura, rischiano tutte il degrado dovuto all’abbandono. Possono invece ritrovare la loro vocazione abitativa se inserite in un rapporto con la campagna diverso da quello mezzadrile. Servite da una viabilità primaria ad anello, formeranno un’unità residenziale unica dotata di terreni di pertinenza propri, di proprie strutture ricettive, di sorveglianza e di servizio. L’anello residenziale avrà il suo nodo centrale nel bosco della Madonna delle Serre, che conclude con la sua macchia verde lo scenario collinare visibile dal paese, al quale fa da contrappunto compositivo.

Quel bosco è allora il terzo tema. La presenza del santuario che gli da il nome e quella della zona archeologica etrusca richiama la gente in loco e giustifica la sua destinazione a parco pubblico attrezzato. A cavallo del progettato anello residenziale, non lo interromperà ma ne costituirà un forte episodio di interesse sociale e culturale oltre che ricreativo, mentre le sue alberature potranno prolungarsi come tentacoli a marcare visivamente nel paesaggio il disegno anulare formato dalle residenze. L’acqua, l’anello, il parco: sono tre temi formali che intrecciati fra loro vogliono indicare una tecnica nuova di stare in campagna e fare del paesaggio l’espressione di una nuova alleanza fra forme rinnovate di residenza e forme rinnovate di agricoltura. La metodologia di recupero degli spazi aperti è oggi di grande attualità.

Chi è | Paolo Riani

Architetto e urbanista, ha progettato e costruito in Italia, in Giappone, negli Stati Uniti, in Medio Oriente, in Russia e in Argentina. Associate Professor of Architecture alla Columbia University, NY (1974/78); Senatore della Repubblica Italiana (1994/97), Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York (2000/03) e Professore di Architettura e Composizione Architettonica al DESTEC dell’Università di Pisa (2004/15). Scrittore e fotografo, è autore di libri di architettura e di viaggi. Vive sulla costa della Toscana, con studio in un ex cantiere navale da lui ristrutturato nel porto di Viareggio.

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