• Puccio Duni

Un ricordo di Alessandro Mendini, il designer degli “oggetti ad uso spirituale”


Mendini, scomparso di recente, è stato il protagonista di una vera e propria rivoluzione del design. Una voce fuori dal coro che non ha mai smesso di considerare l’uomo, inteso come “corpo, psiche e spirito”, al centro di ogni suo progetto

"Anna G", collezione di piccoli utensili per la casa per Alessi

Trovo particolarmente difficile ricostruire il ruolo di Alessandro Mendini nella storia del design italiano. Infatti, se si guarda ai grandi designers scomparsi come i Castiglioni, Magistretti e molti altri di quelle generazioni, si vede che le loro figure si identificano con oggetti appartenenti a quello che è stato definito il “design italiano” e ne hanno determinato il successo. Al contrario Mendini ci ha lasciato una galleria di oggetti non classificabili, fuori da ogni schema, testimoni di una personalità che non si prendeva molto sul serio e sfidava l’osservatore a trovargli un uso, un motivo d’essere. D’altronde il ruolo che meglio definisce l’importanza di Mendini è quello di aver diretto a più riprese tre riviste come Domus, Casabella e Modo (da lui fondata) imprimendo quindi al mondo dell’architettura e del design il suo pensiero leggero, ma non labile, disincantato, ma non disimpegnato, contribuendo a formare generazioni di designers e architetti che devono per forza aver assimilato le variazioni sul tema apportate dalla sua fervida immaginazione.

"Calamobio" per Zanotta

È stato un maestro? Forse solo nella misura in cui ha messo in dubbio certezze maturate non si sa bene perché, incoraggiando a guardare e soprattutto a “ vedere” dentro se stessi il motivo per ogni creazione. Ecco la visione mendiniana che costruisce un universo parallelo con il quale confrontarsi con infinito diletto riconoscendone l’unicità. In quello che può essere definito il testamento spirituale ovvero “la lettera ad un giovane designer” Mendini invita chi si affaccia al mondo del design a rigettare le categorie ormai stagnanti e di considerarsi più un artigiano, di rientrare nel flusso ormai millenario delle arti applicate. Solo così, scrollando da se anche tutti i riferimenti più attraenti compresi tutti i maestri e contromaestri, le avanguardie, il neo plasticismo. il pop e il fascino rassicurante delle scuole, il giovane designer potrà andare alla scoperta del “ Design Errante” anziché intestardirsi nel “ Design Informatico” che Mendini ha detestato, o comunque non ha mai praticato.

Alessandro Mendini, Photo © Danilo Scarpati

Chi è | Puccio Duni

Torinese, classe1935 ha collaborato spalla a spalla con grandi maestri della storia del design italiano: Ettore Sottsass, Superstudio Archizoom Mangiarotti Carlo Scarpa ecc. Tra i progetti più “pioneristici” che ha firmato c’è Selfhabitat, aperto 40 anni fa, in anticipo di diversi decenni sulla filosofia di Ikea. Nel 2014 riceve il Premio Compasso d’oro alla carriera per aver promosso il design con la sua attività. In quest’ultimo periodo tiene periodiche conferenze relative a personaggi e periodi del design.

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