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Una casa galleggia sul Tamigi


l gruppo ambientalista britannico Extinction Rebellion ha messo nel Tamigi una casa in miniatura per attirare l'attenzione di tutti sugli effetti dei cambiamenti climatici che sono già in corso

© Extinction Rebellion

«Siamo di fronte a un'emergenza globale senza precedenti. La vita sulla Terra è in crisi: gli scienziati concordano sul fatto che siamo entrati in un periodo di brusca crisi climatica e siamo nel bel mezzo di un'estinzione di massa della nostra stessa produzione.» Questo è quanto si legge sul sito di Extinction Rebellion (XR), un movimento internazionale, che nasce “dal basso”, nonviolento, fondato in Inghilterra in risposta alla devastazione ecologica causata dalle attività umane.

La protesta è stata organizzata domenica 10 ottobre a Londra, vicino a Tower Bridge, dove è stata messa nelle acque del Tamigi una tipica casa inglese in miniatura che ha subito cominciato a galleggiare, mossa dalla corrente del fiume. In una dichiarazione il gruppo ha chiamato l'azione dimostrativa "La protesta della casa sommersa", un tentativo di inviare un SOS al governo inglese sull'inattività delle istituzioni, per sensibilizzare anche l'opinione pubblica sulla minaccia dei cambiamenti climatici e dell'innalzamento del livello del mare che incombe su gli abitanti di tutto il mondo.

Un recente rapporto sul clima delle Nazioni Unite, pubblicato a settembre, ha rilevato che l'innalzamento del livello del mare durerà centinaia di anni. «In un mondo da favola, in cui la società può frenare il riscaldamento della Terra a 1,5 gradi Celsius al di sopra delle temperature della Rivoluzione pre-industriale - uno scenario quasi impossibile da raggiungere - il livello del mare aumenterà probabilmente di 30 o 60 centimetri entro la fine del secolo», ha scritto il giornalista scientifico Mashable Mark Kaufman, citando i risultati del rapporto.

Sono ormai sempre di più i ricercatori che avvisano riguardo ai pericoli legati all’innalzamento del livello dei mari, un fenomeno che avrà conseguenze peggiori del previsto e in tempi più brevi di quanto ci si aspettava. Si prospetta, infatti, che molte grandi città situate lungo le coste inglesi saranno sommerse entro il 2050 e a pagarne le conseguenze saranno più di 150 milioni di persone. Nello Yorkshire e nelle Midlands in Inghilterra, proprio in questi giorni si sono verificate delle inondazioni hanno reso necessaria l’evacuazione delle case e nel Sud Yorkshire sono in atto delle evacuazioni per non mettere a repentaglio la vita dei cittadini, e anche in Italia abbiamo toccato con mano, a Venezia, il significato del disastro sociale ed ecologico dell'azione della laguna veneta che si è impossessata della città, mettendola in ginocchio nei giorni dell'acqua alta. Questo è stato un episodio eclatante, che però ha ipotecato il futuro di Venezia, mostrando a tutti quale potrebbe essere il suo aspetto proprio nel 2050.

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