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Una testa, un volto. Pari nelle differenze. Steve McCurry a Bologna


Un incrocio di sguardi tra quelli delle fotografie di Steve McCurry e i visitatori della mostra di Bologna, fino al 6 gennaio 2019 a Palazzo d'Accursio

Photo © Steve McCurry

Alla fine di novembre si è inaugurata la mostra del grande fotografo americano Steve McCurry, 40 grandi ritratti del fotografo – scattati tra Oriente, sud e centro America – che raccontano l’unicità di ogni individuo e il rispetto per la vita, che non ha colore. India, Tibet, Pakistan, Afghanistan, Cuba: le fotografie di Steve McCurry ritraggono una serie di volti in cui riconoscersi al di là di confini e barriere. Fotografie che educano alla conoscenza e alla visione senza pregiudizi dell’altro, per salvaguardare il patrimonio delle differenze tra le culture nel mondo. Perché è proprio la cultura l’unico mezzo per salvarci in quanto esseri umani. Da qui il titolo della mostra che, parafrasando uno dei valori cardine del cooperare, ossia la parità di ciascuno nel prendere decisioni, lo ripropone nei termini universali dell’equità: una testa, un voto diventa così Una testa, un volto, il pensiero e i tratti che rendono ogni persona irripetibile. E che, coniugati al plurale, generano una comunità che produce il domani.

La mostra, che durerà fino al 6 gennaio, è stata realizzata in occasione della prima Biennale della Cooperazione italiana, è promossa dall’Alleanza delle Cooperative italiane, il coordinamento delle centrali Confcooperative, Legacoop e Agci, in collaborazione con Istituzione Bologna Musei. A cura di SudEst 57 e Biba Giacchetti, con Monica Fantini e Fabio Lazzari, scenografie di Peter Bottazzi, video di Matteo Lolletti e Juan Martin Baigorria per Sunset Comunicazione, grafica di Nicola Lazzari, allestimenti di Sistema Lab.

#RedazioneArtApp #SteveMcCurry #BiennaledellaCooperazioneitaliana #Bologna #BibaGiacometti #PeterBottazzi #MatteoLolletti

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