• Stefano Semeria

Venerdì 13: quando la colonna sonora di un film diventa il personaggio principale


La colonna sonora è la parte fondamentale dell’atmosfera di un film, la sua presenza (o assenza) può modificare completamente l’impatto scenico sullo spettatore

Harry Manfredini, compositore di colonne sonore iconiche, è maestro del genere horror. Quando nel 1980 gli fu chiesto di comporre le musiche originali per il film "Venerdì 13" di certo non aveva idea di quanto il suo lavoro avrebbe influenzato generazioni di amanti di questo filone cinematografico, l’indimenticabile “ki ki ki, ma ma ma” resta, per tutti i patiti dei film horror, un richiamo inconfondibile a Jason Voorhees, leggendario assassino cinematografico che per trent'anni ha massacrato nei modi più terribili decine di vittime arrivando persino a scontrarsi con il terribile Freddy Krueger. La composizione musicale è classica, di tipo orchestrale, caratterizzata da rapide modifiche di tempo e tono e dall’inserimento del leggendario effetto sonoro.

Il film di Sean S. Cunningham ha la peculiarità di non mostrare l’assassino per quasi tutta la sua la sua durata, perciò è stato compito della colonna sonora riempire il vuoto visivo degli spettatori in sala, con la certezza di una presenza che potesse infondere in loro il presagio del dramma imminente. La musica ha avuto una parte fondamentale nella costruzione della narrazione stessa: la struttura registica ha seguito le basi classiche della suspence, con inquadrature in soggettiva, riprese con telecamere a mano, climax che sembrano portare agli omicidi, ma che poi si rivelano essere tutt’altro, grazie anche alla colonna sonora. Manfredini accompagna con la sua musica esclusivamente le scene dove l’assassino è realmente presente, anche se lo spettatore non lo vede. Emblematica è la scena in cui una ragazza viene sfiorata da una freccia, immagine che crea un grande spavento in chi sta guardando il film, l'arciere non è il protagonista assassino seriale, ma un altro attore che vuole farle uno scherzo di cattivo gusto; durante questi momenti di tensione, la colonna sonora è muta, assente.

Manfredini e Cunninghan portano il loro pubblico a identificale la musica alla presenza del killer cosicché, anche durante una banale panoramica dove non accade nulla, l’accompagnamento musicale crea tensione e spavento. Questo approccio è diametralmente opposto a quello classicamente utilizzato nel genere horror, dove la colonna sonora è spesso usata come "McGuffin" (termine coniato dal maestro Alfred Hitchcock insieme allo sceneggiatore Angus McPhail, quell’oggetto che serve da pretesto per innescare il motore della trama rendendola dinamica. In sostanza, per dirla alla Hitchcock: portare lo spettatore a spaventarsi) quando invece non ci sarebbe nulla di cui aver paura. In "Venerdì 13" Manfredini dosa i ritmi: accompagna la presenza dell’assassino con la musica, che si ferma poco prima che questi colpisca, creando una pausa gonfia di tensione. La colonna sonora del capolavoro di Cunningham è fra le più amate di sempre dal grande pubblico non solo per la sua struttura compositiva ma anche, e soprattutto, per il suo utilizzo innovativo e non convenzionale.

Chi è | Stefano Semeria

Classe 1979, nato a Sanremo, ma cresciuto nella provincia di Arezzo, è un appassionato di cinema e della ricerca della bellezza in tutte le sue forme. Blogger e contributor per alcune riviste online, è un libero professionista che si occupa di branding e di analisi di ricerca per privati e aziende

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