• Laura Cavalieri Manasse

Vi son cose che volano...


All’Aeroporto Olbia Costa Smeralda, nella parete dell’Art-Port Corner, l'opera “Volo F40/J50_1858” dell’artista Sabrina Oppo

Photo © M. Moledda

“Il lavoro dell'ala che ala non è, perché è anche stormo di uccelli, cadaveri che galleggiano in mare, è semplice catalogazione di parti organiche del regno animale, è osservazione, è attenzione verso un elemento, sono ali, ali spezzate, ali perse, ali bloccate ali che crescono e si sviluppano. È il limite tra il sogno e la realtà, tra la vita e la morte. Sono i limiti della nostra esistenza, che ci portano a guardare e a spingerci oltre ad un vedere distratto. L’elemento ala, evocativo di un sogno infranto, un limite da considerare come nuova opportunità, nuova strada da percorrere. Un obiettivo non raggiunto o un desiderio inespresso destabilizzano, che porta con sé una protezione per la felicità e lo stimolo a costruire un nuovo progetto che altrimenti non nascerebbe con la stessa propulsione.”

Photo © S. Raccis

Sono le parole di Sabrina Oppo, artista che vive e lavora in Sardegna, tra Boroneddu e Oristano che descrivono la sua opera esposta all’Art-Port Corner dell’Aeroporto Olbia Costa Smeralda. “In realtà l'opera è stata creata per una mia mostra personale che si è svolta a Cagliari, al Temporary Storing nel mese di maggio 2017 che aveva come titolo F40(1858)/J50(1858) preso da una poesia di Emily Dickinson. La mostra era a cura di “Progetto Contemporaneo” per la Fondazione Bartoli Felter. Successivamente sono stata invitata ad esporre all'aeroporto di Olbia Costa Smeralda dalla curatrice Maria Assunta Fodde – continua Sabrina – l'installazione si ambienta benissimo con il posto che la ospita, dove codici e voli sono comuni denominatori della vita quotidiana di chi si trova in un aeroporto."

Sabrina Oppo, laureata all’Accademia di Belle Arti "Mario Sironi" di Sassari, vincitrice del premio Tiepolo alla Biennale dell’Incisione di Mirano e del premio Pagine Bianche per la Regione Sardegna, utilizza dei materiali insoliti, per realizzare la sua opera ha raccolto, durante le passeggiate tra i boschi dove vive, decine di insetti, penne di volatili e farfalle vittime di ragnatele, per poi ricomporli e assemblarli con molta poesia nella forma plastica di un'ala, archetipo del movimento libero, ma anche nella posizione del volo di decine di uccelli migratori, nella tipica formazione dei loro spostamenti. Come nelle intenzioni dell'artista, l'installazione diventa, per le centinaia di persone che vi transitano davanti ogni giorno, il soggetto di una riflessione sulla fragilità dei sogni e dei desideri, ma anche sulla realtà della natura che nel compimento del suo ciclo non distrugge nulla, ma lo modifica per restituirgli nuovi scopi.

Chi è | Laura Cavalieri Manasse

Vive all'Isola d'Elba da dove segue la redazione di ArtApp, spesso su una spiaggia, con il computer sulle ginocchia di fronte al mare. Collabora come editor per alcune case editrici e con tutti coloro che le chiedono un consiglio che li aiuti a scrivere in modo corretto e interessante.

#LauraCavalieriManasse #SabrinaOppo

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