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ZERO (Weak Fist), la luce di Patrick Tuttofuoco varca i confini di tre città


Una scultura luminosa mobile progettata per ricollocarsi in luoghi dal carattere archeologico, fossile e perpetuo che si concretizzano nell’arco romano di Rimini, il cortile dell’Ambasciata Italiana a Berlino e la Porta Zamboni/San Donato a Bologna

Zero (Weak Fist), © Patrick Tuttofuoco

A partire da sabato 15 settembre, Rimini ospiterà un nuovo, grande intervento di arte pubblica e contemporanea realizzato da Patrick Tuttofuoco. L’opera, dal titolo ZERO (Week Fist) è vincitrice del Bando Italian Council 2017 indetto dalla DGAAP – Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC e promosso dal Polo Museale dell’Emilia Romagna con la collaborazione del Comune di Rimini, l’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e l’organizzazione culturale Xing.

ZERO (Weak Fist) si sviluppa come un intervento transitante: una scultura luminosa mobile progettata per ricollocarsi in una serie di tappe partendo da Rimini e approdando poi a Berlino (28 settembre 2018) e a Bologna (gennaio 2019) dialogando con luoghi scelti, aventi tutti un carattere di reperto archeologico, fossile, quasi fossero rimasti immutati nel tempo (formalmente o idealmente): l’Arco di Augusto di Rimini, il cortile/palazzo dell’Ambasciata Italiana a Berlino e la Porta Zamboni/San Donato a Bologna, punto di accesso al quartiere universitario che è stato luogo di irradiazione della ripresa medioevale del diritto romano.

La scultura è un oggetto fresco che pur mantenendo una forma scoraggiata e malinconica – dichiara l’artista – evidenzia la presenza, il contesto e il ruolo delle architetture alle quali aderisce quasi in una forma di simbiosi. Il pugno cadente da un lato può sembrare un’arresa, ma dall’altro un tentativo di negoziazione non violento.

Sfondo e scenario d’ispirazione di questo intervento, l’Arco di Augusto è una struttura simbolica priva di porte e di barriere. Questa sua caratteristica lo rende a tutti gli effetti un’architettura non di difesa ma di accoglienza, testimone di un periodo di pace e convivenza tra popoli. Da Rimini, si diramano due strade consolari, l’Emilia e la Flaminia, che rifrangono, proprio partendo da questo sito, un limes che è al contempo urbano e universale, ossia una coincidenza tra i confini della città-stato e i confini della sua area di influenza politico-amministrativa in continua espansione. ZERO è un segno. Nel linguaggio dei segni lo zero é espresso mostrando la mano chiusa con il pollice a contatto con la punta delle altre dita. Polisemicamente raccorda il gesto di un Doriforo disarmato ripreso dalla statuaria ellenistica, e il rilascio sospeso tra tensione e rilassamento di un pugno semiaperto allusivo del fare umano e la sua vita attiva.

ZERO (Weak Fist) è un’opera cangiante, visibile nella sua natura mediale durante la notte, che utilizza un simbolo allusivo, espresso come presenza al contempo gioiosa e incombente in connessione con le monumentalità differenti di Rimini, Berlino e Bologna. È un gesto non violento insinuato tra architetture forti che segna la persistenza di un pensiero critico.

L’opera di Patrick Tuttofuoco resterà visibile a Rimini fino al 14 ottobre.

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