UNIFORM, l'indumento da lavoro in mostra alla Fondazione Mast

“Into the work/Out of the work. La divisa da lavoro nelle immagini di 44 fotografi” e la monografica dedicata all'artista Walead Beshty, prorogate fino a settembre 2020

"Les Garçons Bouchers", Irving Penn 1950

Il curatore svizzero Urs Stahel, direttore artistico della Fondazione Mast, che ha sede a Bologna, torna a stupirci, questa volta dedicando un approfondimento monografico immaginifico su un oggetto di costume, un indumento di caratterizzazione e distinzione, persino deputato spartiacque di identità sociali, di gergo economico e classe di appartenenza: "Uniform". Oltre 600 scatti sono ospitati per l'occasione dalla Fondazione Mast in una doppia esposizione “Into the work/Out of the work. La divisa da lavoro nelle immagini di 44 fotografi” e la monografica dedicata all'artista Walead Beshty. Una panoramica dettagliata che va dagli indumenti di lavoro, tipici ed atipici, in una griglia di coloratissimi impiegati tedeschi, tra i quali si riconosce persino un Babbo Natale, sino al trasformismo militare di Olivier Silva, del quale si segue il percorso metamorfico dalla morbidezza delle fattezze del giovane, appena arruolatasi, alla rigida levigatura del suo aspetto: il taglio dei capelli, l'espressione prima bonaria poi risoluta. Il peso della divisa ne muta carattere e temperamento.


André Gelpke


L'uniforme, distinta in blue-collar e in white-collar, con l'entrata in voga del terzo e più desueto termine pink collar dagli anni Settanta, incarna lavori dalla vocazione differente: da una parte le blue utilities degli inservienti delle fabbriche, degli operai e di coloro che svolgono attività principalmente manuali, dall'altra il bianco, legato al lindore del completo giacca e cravatta di avvocati, banchieri, amministratori, finanzieri. Il rosa contraddistingue quei lavori che sono stati considerati, quasi a sminuirne lo spessore e l'importanza, come "femminili": il fornaio, l'editore, l'infermiere e così via, senza parlare delle logiche di subordinazione e delle implicazioni di genere connessi a tale atteggiamento di svalutazione.