Addio a Frank Gehry, l’architetto che ridefinì l’architettura
- Redazione ArtApp

- 6 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Si è spento a 96 anni l’archistar Frank Gehry. Con le sue forme audaci e scultoree ha trasformato il concetto di spazio e dato una nuova forma al Novecento architettonico.

L’ultima curva
Frank Gehry è morto il 5 dicembre 2025 nella sua abitazione di Santa Monica (California), dopo una breve malattia respiratoria.
L’annuncio è stato dato dal suo staff, con la conferma ufficiale della scomparsa di uno dei giganti dell’architettura mondiale.
Un linguaggio in metallo e curve — la rivoluzione Gehry
Nato a Toronto nel 1929 col nome di Frank Owen Goldberg, Gehry si trasferì negli Stati Uniti, dove iniziò a sperimentare un’architettura libera dalle convenzioni — fatta di curve, volumi dissonanti, rivestimenti in materiali inusuali, e spesso decostruita.
La sua svolta arrivò quando trasformò la propria abitazione di Santa Monica: un vecchio bungalow rivestito con lamiere ondulate, compensato e rete metallica — un esperimento che annunciava la sua futura poetica.
Ma il capolavoro che lo rese leggenda fu il Guggenheim di Bilbao (1997), con le sue forme fluide e rivestimenti in titanio: un edificio che non solo ridefinì l’identità della città, ma cambiò la percezione globale sull’architettura contemporanea.

Un’eredità che parla di audacia e trasformazione
Nel corso della sua carriera, Gehry ha realizzato decine di opere iconiche, in luoghi diversi del mondo — ognuna portatrice di una visione audace, aspra, coinvolgente.
La sua architettura non era mai neutra: era volontà, identità, provocazione — pensata per emozionare, destabilizzare e stupire.
In molti lo ricorderanno come lo “scultore di metallo e luce”, colui che trasformò mattoni e acciaio in poesia urbana.

Cosa resta dopo di lui — e perché conta ancora oggi
Un’eredità di spazi e forme che continuano a ispirare generazioni di architetti e designer.
Un monumento permanente all’idea che l’architettura può essere espressione d’arte, emozione e innovazione. L’insegnamento che progettare non è (solo) costruire, ma immaginare nuove possibilità per l’abitare e il vedere il mondo.


































