TONO Festival 2026 - INTERSCAPE: Bergamo come paesaggio culturale
- Redazione ArtApp

- 3 giorni fa
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Tra paesaggi sonori e visivi, Bergamo diventa un territorio da attraversare con lo sguardo e con l’ascolto. TONO Festival 2026 apre la città a una nuova idea di esperienza culturale

Dal 3 febbraio 2026 la terza edizione di TONO Festival – INTERSCAPE prende forma come un racconto che si dispiega nello spazio urbano, trasformando teatri, musei, spazi espositivi e luoghi della formazione in tappe di un percorso continuo. La rassegna del Politecnico delle Arti di Bergamo invita a muoversi tra ricerca, formazione e spazio pubblico come dentro un unico paesaggio, in cui l’esperienza artistica non si concentra in un solo luogo, ma si diffonde nel ritmo della città, mettendo in dialogo musica, arti visive e ricerca contemporanea come linguaggi che si incontrano e si contaminano, guidando il pubblico ad attraversare il paesaggio con lo sguardo e con l’ascolto.
TONO Festival è la restituzione pubblica del progetto internazionale INPA – International Network of the Polytechnics of the Arts, finanziato dal PNRR, che nel corso di un anno ha messo in relazione istituzioni di alta formazione artistica italiane ed europee, studenti, docenti, compositori e artisti visivi. Ne nasce una rete di ricerca e produzione condivisa, in cui l’interdisciplinarità diventa pratica quotidiana e il confronto internazionale uno strumento di crescita. TONO rende visibile un metodo: una formazione che si misura con lo spazio pubblico e una città che si offre come ambiente di apprendimento e sperimentazione condivisa.

In questo orizzonte si colloca il tema di INTERSCAPE, che propone il paesaggio come costruzione culturale e sensoriale: non uno sfondo, ma un campo di relazione tra memoria e trasformazione, tra natura e città, tra percezione e immaginazione. Le opere nascono dall’incontro tra suono e immagine, dando forma a installazioni, composizioni e progetti multimediali che invitano il visitatore a muoversi, sostare e ascoltare.
La città diventa scena. Il Teatro Donizetti, la GAMeC, l’Accademia Carrara, la Daste Arena e la Biblioteca Tiraboschi non sono solo sedi, ma parti di un racconto diffuso. La settimana centrale del festival si apre il 3 febbraio al Teatro Donizetti con il concerto sinfonico dell’Orchestra del Conservatorio e si estende tra sound design, arti visive, cinema e ricerca fino al 15 febbraio, quando la Daste Arena ospita il concerto di chiusura del Dipartimento Pop/Rock e il conferimento del premio alla carriera a Mauro Pagani, figura storica della PFM e protagonista della scena musicale italiana.
Nei giorni successivi, la mappa si amplia con sperimentazioni elettroniche, mostre studentesche, proiezioni cinematografiche e momenti di dialogo tra generi e linguaggi.
Dal 12 febbraio il cuore visivo di INTERSCAPE prende forma in una mostra diffusa tra GAMeC Spazio Zero, Palazzo della Libertà e Accademia Carrara. Installazioni, opere multimediali e interventi sonori costruiscono un percorso da attraversare, accompagnato da esecuzioni musicali dal vivo, fino al concerto del progetto INPA INTERSCAPE, con le composizioni degli studenti dirette da Fabian Panisello.
Accanto alla dimensione performativa ed espositiva, il festival mantiene una vocazione riflessiva. Il convegno internazionale dedicato ai Politecnici e alle Università delle Arti riunisce rappresentanti delle principali istituzioni AFAM italiane ed europee per riflettere sui modelli di interdisciplinarità e sul ruolo pubblico della formazione artistica.
L’edizione 2026 segna anche la restituzione finale del progetto INPA, con il Politecnico delle Arti di Bergamo come capofila di una rete di partner internazionali che comprende accademie e conservatori di Firenze, Genova, Ravenna e Torino, insieme a istituzioni di Granada, Lucerna, Madrid, Novi Sad e Parigi: una geografia culturale che trova nel festival il suo momento di incontro e visibilità.
TONO Festival 2026 si presenta come una soglia tra studio e scena, tra aula e città, tra ricerca e pubblico. Un dispositivo culturale che restituisce alla comunità non solo eventi, ma un’idea di formazione come pratica aperta e condivisa. In questo attraversamento, Bergamo non è solo il luogo che ospita il festival, ma lo spazio vivo in cui l’esperienza prende forma.








































