• Alberto Nacci

Il Silenzio


La riflessione di un musicista sulle relazioni possibili tra i suoni e le immagini, e sul silenzio

Foto courtesyJasondeCairesTaylor and CACT Lanzarote | www.underwatersculpture.com

La nostra mente elabora i pensieri attraverso le immagini: lo ha dimostrato Freud negli anni '20 del secolo scorso. Ma la qualità dei nostri pensieri va al di là dei consueti criteri di percezione della realtà: i nostri pensieri possono infatti avere una dimensione sinestetica (ovvero offrire sensazioni che coinvolgono tutti i cinque sensi) per formare immagini che raggiungono la sfera emotiva fino ad arrivare al nostro subconscio. [...]

Ciò che consideriamo “esterno” é ancora dentro di noi e acquista un valore soltanto quando ci sono le condizioni favorevoli per “emergere”. Il passaggio fra “dentro” e “fuori” implica l'attraversamento di una porta e il Silenzio é questa porta come condizione privilegiata per trasformare le emozioni in immagini e viceversa. Quando parlo di immagini non faccio riferimento soltanto a ciò che ha una dimensione visiva: anche un suono ha una sua immagine. Un profumo o una sensazione tattile possono generare immagini che ci portano lontano nel tempo e nello spazio. Occorre però ampliare il concetto di immagine per approdare al termine visione.

Le visioni costituiscono il codice interpretativo delle emozioni. Ogni esperienza sensoriale si deposita nel nostro subconscio lasciando una traccia che può essere più facilmente interpretata, se le condizioni ambientali sono favorevoli.

Il Silenzio é una condizione ambientale che favorisce questo processo: cioè agevola il passaggio fra “dentro” e “fuori”, proprio come una porta che permette di accedere da un ambiente ad un altro indipendentemente da ciò che é “dentro” e ciò che é “fuori”. [...]

Nel mio progetto artistico "Architetture del Silenzio" ho chiesto ad importanti esponenti della cultura contemporanea di spiegarmi quale può essere il significato del Silenzio. Margherita Hack mi ha detto che la parola Silenzio produce in lei l'immagine del colore del ferro. Potrebbe essere una suggestione onomatopeica e ne ho la conferma quando mi ha detto che “fuori dall'atmosfera terrestre non ci possono essere suoni e che i cosiddetti suoni dell'Universo sono delle elaborazioni tecnologiche delle onde elettromagnetiche di cui non potremmo ascoltare alcun suono perché... manca il “veicolo” che dovrebbe condurle al nostro orecchio: in assenza di aria il suono non può essere trasmesso pertanto, i suoni dell'Universo sono una bufala!” Questa spiegazione mi piace.

Penso infatti che il Silenzio abbia le caratteristiche dei Postulati di Euclide: si possono descrivere ma... non é possibile dimostrarne l'esistenza: nessuno riuscirà mai a tracciare una retta come “insieme infinito di punti allineati su uno stesso piano”. Possiamo soltanto immaginarla. Anche il Silenzio, come assenza di suoni, possiamo soltanto immaginarlo, perché noi siamo produttori di suoni (il cuore che batte, l'aria che attraversa i nostri polmoni, il sangue che scorre nelle nostre arterie...).

Foto courtesyJasondeCairesTaylor and CACT Lanzarote | www.underwatersculpture.com

Ma ci offre la possibilità di entrare a contatto con la parte più profonda del nostro Io. Questo é un elemento problematico per molti individui. Infatti il Silenzio “si rompe” soprattutto se ci costringe a guardare laddove preferiamo non vedere. Tutti gli intervistati di "Architetture del Silenzio" hanno confermato che é tutt'altro che “assenza di suono”. Potrebbe invece essere ragionevole pensare che nel Silenzio i nostri pensieri diventano più “densi”, carichi di significato. Nel mio workshop "Il Colore dei Suoni" propongo un ascolto guidato di suoni naturali (da una goccia d'acqua, alla pioggia, al temporale, poi un ruscello che diventa fiume per arrivare al mare...).

Durante l'ascolto di questi suoni i partecipanti sono invitati a “lasciare una traccia dei loro pensieri su grandi fogli (parole, disegni, colori, graffi... che esprimono le visioni generate dall'ascolto dei suoni) che successivamente vengono descritti e talvolta spiegati dai partecipanti.

Ciascuno dei suoni proposti é separato dagli altri da pochi minuti di Silenzio. E accade sempre che durante il Silenzio aumenti la produzione dei segni che vengono lasciati sui grandi fogli. Il Silenzio, contribuisce ad aprire una porta per accedere ai pensieri che spesso sono condizionati da fenomeni esterni. [...]

Il Silenzio é una risorsa per l'Umanità perché dà significato a ciò che l'Uomo realizza. Nelle interviste del progetto Architetture del Silenzio l'arch. Vittorio Gregotti dice che “...è lo spazio fra i suoni, e l'architetto si occupa di progettare gli spazi fra le strutture architettoniche. Gli individui percorrono le distanze fra le strutture progettate, e le pause fra queste strutture sono il luogo da abitare. Il “vuoto” e il “pieno” (come il “dentro” e il “fuori”) sono categorie del nostro pensiero che trovano una giustificazione nella ricerca continua di una porta che ci permetta di passare da una condizione all'altra.

Estratto dall'articolo pubblicato su ArtApp 17 | LA PORTA

Chi è | Alberto Nacci

Già docente di Progettazione Sonora alle Accademie di Belle Arti di Bergamo e Brescia, dopo una lunga attività di musicista jazz con numerose produzioni discografiche e una ricca attività concertistica si é dedicato alla realizzazione di documentari di arte e cultura, filmati industriali e didattici e opere di videoarte ricevendo numerosi riconoscimenti a livello internazionale. I suoi lavori sono apprezzati in Italia e all’estero.

#AlbertoNacci #Freud #MargheritaHack #Euclide #VittorioGregotti

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