MU.SA: Museum Sector Alliance

Il progetto nato per affrontare il divario tra la formazione classica e l’adozione delle nuove tecnologie nel settore museale

Photo © Miriam Melissa Alé

Globalizzazione e digitalizzazione valicano le categorie dello spazio e del tempo, trasformando equilibri e ruoli, appartenenze sociali, culturali, professionali, si fondono, acquisendo nuove forme sempre più liquide. L’arte non si sottrae al diktat della digital transformation, e nemmeno i luoghi legati al suo culto: i musei. Secondo i dati Axiell, l’uso integrato di applicazioni informatiche ha aumentato in modo esponenziale le presenze fisiche nei musei, nonché le visite su siti web e profili social dedicati, aumentando così efficienza ed efficacia gestionale da un lato, e soddisfazione delle varie categorie di pubblico dall’altra (Axiell, 2016). Non una perdita di identità dunque, ma un’identità rinnovata. E non solo dell’istituzione museale, ma anche di chi vi lavora come parte integrante. Un museo che voglia partecipare alla rivoluzione digitale, infatti, ha bisogno di operatori museali con sempre più precise skill tecnologiche, che mutano a seconda delle necessità del museo stesso e delle specifiche figure professionali di riferimento (Giannini e Bowen, 2019), che necessitano a loro volta di uno specifico percorso formativo (Catellani, 2005).


Tuttavia attualmente i musei, soprattutto in Italia, hanno difficoltà nell’adeguarsi ai media digitali, avvertendoli come elementi tecnologici, e quindi estranei all’essenza stessa dell’arte e i fondi stanziati per una modernizzazione in questo senso risultano essere scarsi (Castelnuovo, 2019). Il progetto Mu.SA è nato proprio per cogliere le lacune della digital transformation nel mondo museale, andandole a colmare con un’offerta formativa adeguata. Il Museum Sector Alliance è stato finanziato nell’ambito del programma Erasmus+/Settore Skills Alliances, e gestito da un consorzio di enti universitari e organizzazioni socio-culturali di Grecia, Italia e Portogallo che, da novembre 2016 ad aprile 2020, hanno condotto una fase di ricerca ed una prettamente formativa. La fase di ricerca è durata tre mesi, ed è stata propedeutica al training formativo: era necessario infatti comprendere di cosa realmente i musei avessero bisogno, per formare figure professionali che adempissero a questi compiti. La metodologia utilizzata è stata di tipo sia qualitativo che quantitativo, con interviste, questionari e focus group che hanno coinvolto 81 esperti museali dei tre paesi: tutto questo ai fini di trovare la chiave per comprendere e risolvere il digital divide museale.


© Veronica Vitale, Graphic Designer


I partner Mu.SA hanno indagato quali skill siano necessarie ai musei per svilupparsi in un nuovo ambiente digitale, andando a rilevare i bisogni emersi e nuove figure professionali che li soddisfino. Nei tre i Paesi si avverte la necessità di acquisire una mentalità digitale prima ancora che degli strumen