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CHI SEI?

Caffè Alzheimer: un progetto di teatro sociale per combattere la malattia della mente con l’arte in teatro



L’ Alzheimer è una malattia degenerativa e causa nell’uomo la separazione del corpo dalla mente. Il calendario pesante degli anni agevola l’avvento della solitudine, lo smarrimento del soggetto nel tempo, la perdita della memoria dei luoghi, l’uomo non conosce più le voci, dimentica anche i nomi dei più cari e chiede “chi sei?”. L’ Alzheimer rompe la rete delle relazioni personali, l’uomo cade nella solitudine, l’Io è solo, non ha più il Noi che ha perso. Ricostruire la strada delle relazioni per tornare alla vita è impegnativo, ma si può fare, perché la parola non muore mai, riempie il silenzio e apre gli angoli più nascosti della memoria, accendendo l’esperienza persa. La musica, la poesia, la danza, il caffè, la compagnia, sono tutte armi senza barriere di lotta contro la solitudine per riportare l’uomo ad essere uomo sociale nella vita.


Il progetto “caffè Alzheimer” cerca di promuovere il recupero del soggetto malato colpito dall’Alzheimer lavorando e proponendo una proposta di “ecologia culturale”, attraverso cui recuperare il rapporto tra il soggetto malato e la natura, fondamentale per avere una vita normale. Ritrovare la natura, significa riscoprire l’equilibrio, tornare a vivere il tempo dei sentimenti e tornare ad abitare le bellezze del paesaggio, essere liberi di pensare e di camminare, di ascoltare gli alberi e assaporare l’aria da respirare offrendo il viso al profumo del vento. Le piante insegnano a non avere fretta del tempo, ad essere capaci di aspettare, perché dai loro fiori matureranno sempre i frutti, le piante non mentono. L’ecologia culturale cura l’uomo dallo stress e lo aiuta ad essere più felice. “Nell’ortale” del Teatro Koreja sono state realizzate aiuole con piante mediterranee, profondamente radicate nella cultura dei salentini.



È un percorso di memoria dei profumi e dei sapori, vissuti nell’intimità della vita di famiglia. La memoria conserva i profumi e i sapori, la mente vive e si rallegra del pensiero verde. Nel rapporto con la natura, per l’uomo non c’è nessuna malattia. L’origano e rosmarino, il basilico e la menta, il timo e la salvia, sono sapori e profumi, sono la storia della compagnia nel piatto, quindi nei ricordi di vita sociale intima. L’Alzheimer si combatte con la socialità, si vince con la bellezza della natura da cui veniamo e da cui ci siamo persi e ci siamo allontanati.




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© Edizioni Archos

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