Gli accostamenti casuali di Nils Jorgensen

Per il fotografo norvegese l’ordinario è costantemente attraversato da una vena ironica salvifica quanto occasionale, basta saperla cogliere


Photo © Nils Jorgensen


Non c’è strumento più efficace della leggerezza per scendere nella profondità delle cose. Compagna, anzi direi sorella di sangue della leggerezza è l’ironia; e considerato che il patetico non può essere espulso dalla vita umana, per renderlo sopportabile è sempre utile accompagnarlo a una robusta dose di umorismo, da utilizzare senza temere controindicazioni. Ma l’ironia è anche un “linguaggio dello spirito” e come una qualunque altra predisposizione dell’uomo essa parla solo a chi ne sa interpretare il significato, coglierne i tratti e riversarli in una dimensione oggettiva.


Photo © Nils Jorgensen


A ben vedere, come ci mostra il fotografo norvegese Nils Jorgensen, l’ordinario è costantemente attraversato da una vena ironica salvifica quanto occasionale, basta coglierla e trasportarla nella gioia del distacco e del disincanto, e ci impedirà di non aderire al dramma della pensosità quotidiana: l’ironia è libertà. Nils Jorgensen ci appare come un acuto cacciatore di quella involontaria ironia di cui sono piene le strade, dei luoghi cioè dove l’uomo stesso è chiamato a interpretare un ruolo a sua insaputa: tutto è lì, pronto, basta saper cogliere la “crisi disfunzionale dell’ordinario” (Kant) e comporla in forma soggettiva. Ecco che come in un gioco di casuali accostamenti, nell’occasionale vicinanza di due o più soggetti apparentemente incoerenti, tutto prende forma e sostanza, significato e contenuto.


Photo © Nils Jorgensen


La realtà, sembra dirci Jorgensen, ha segni la cui lettura proietta una luce che dilaga tra le brume dell’ordinario e le sue fotografie attestano il preciso momento in cui individuare il compiersi di una metamorfosi contenutistica: il banale dunque, una volta riempito di articolazioni stravaganti, diviene eccellente, carico cioè di quella “vis” imprescindibile in grado di strapparci un sorriso di meraviglia. Così, come prima Bidermanas, apprendiamo che il gioco degli incastri tra gli oggetti e l’uomo può essere dirompente e convincerci dell’esistenza di una realtà parallela assai più intrigante e divertente di quella che consideriamo autentica. La vita come un teatro o, se preferite, il teatro che diventa vita. Dipende dal vostro grado di ironia.


Photo © Nils Jorgensen

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