• Laura Cavalieri Manasse

Il coccodrillo di Aristotele

Il filosofo francese Michel Onfray, con il suo ultimo libro, propone la storia della filosofia attraverso la pittura, in trentatré tele analizza trentatré filosofi


Alessandro il Grande fa portare ad Aristotele degli animali esotici perché li descriva nella sua "Storia Naturale", Lunetta nord del "Salone di Mercurio" nella Reggia di Versailles, Francia


«Di solito, quando un pittore sceglie di trattare un soggetto filosofico, si risolve a dipingere un testo, una frase tratta da un testo, un passaggio particolare, magari una sola parola, di cui decide di illustrare il dettaglio. Dato che dipingere un'idea è sempre un'operazione complicata, la cosa più pratica rimane cercare di esprimere tale idea e di riassumere la totalità del pensiero del filosofo in questione con una strizzatina d'occhio: ora, il dettaglio è precisamente questa strizzatina d'occhio. E noi sappiamo che il diavolo si nasconde nei dettagli. Nel tipo di pittura che definirei filosofica quello che va allora individuato è quindi il dettaglio chiamato a riassumere una particolare visione filosofica».


"La coppa di Socrate" di Jacques-Louis David, 1787 - Metropolitan Museum of Art, New York


Così Michel Onfray, filosofo francese, saggista e grande esperto di arte, descrive il suo ultimo lavoro, un libro illustrato unico al mondo in cui, attraverso quadri famosi dove sono raffigurati i filosofi di tutti i tempi, va alla ricerca dei dettagli contenuti nei dipinti: un simbolo, un gesto o un oggetto per descrivere e commentare il loro aspetto fondamentale e rivelare l’essenza del loro pensiero, fornendo così un quadro critico della storia dei protagonisti della filosofia.


"Visione di sant’Agostino" di Filippo Lippi - Ermitage, San Pietroburgo


Il filosofo francese focalizza un dettaglio che caratterizza la storia dei grandi pensatori: per Anassagora è una lampada ad olio, verdure per Pitagora, una brocca per Socrate e Xanthippus, lacrime per Eraclito, una risata per Democrito, una lanterna per Diogene, una grotta per Platone, un coccodrillo per Aristotele, una lancetta per Seneca, un pane per Marco Aurelio, una conchiglia per Agostino, questo per restare nei limiti delle antiche filosofie. Da Pitagora a Derrida, passando per Descartes e Kant, Montaigne e Rousseau, Voltaire e Nietzsche tra gli altri, trentatré tele quindi trentatré filosofi, l'autore riesce a “riassumere la totalità del pensiero del filosofo in questione con una strizzatina d'occhio...”


"Portrait von Friedrich Nietzsche" di Edvard Munch, 1906 - Munch-Museet, Oslo (Norvegia)


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