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L'ombra, per uscire dal silenzio

L’ombra non riflette ma assorbe, essendo al contempo sintesi di presenza e al contempo assenza, non per questo meno preziosa


Fotografie di Marcella Marone Pittaluga, Uomo, spentolando a Calcutta


Attraverso la creazione artistica c’è un tentativo, o forse anche una necessità quasi consapevole, di manifestare le distinte parti che compongono il nostro essere interiore, la cui totalità rappresenta il conflitto non superato, in una tensione perenne dentro di noi verso una polarizzazione, una sorta di organizzazione interiore per opposti. In questo senso l’ombra, archetipo del nostro lato oscuro, del nostro demone di matrice junghiana, è il contraltare inconscio dell’immagine positiva del soggetto, quasi in rapporto compensatorio con la persona nel suo apparire più formale e limpido, il luogo che rimanda alla nostra natura conflittuale, nascosta, dimessa, impaurita o folle, inaccettabile e inaccettata.


Bimba e altalene


Lo stato naturale dell’ombra è quello di tenerci nel silenzio e di essere rimosso dalla coscienza, una sorta di negativo fotografico, quasi una controfigura che mantiene la sua carica distruttiva finché non prende forma nella coscienza. Nell’atto creativo l’artista cerca al di fuori dalla luce per accedere alla parte più recondita di sé, nell’intento di arrivare a un divenire successivo. Nell’elaborazione e nella ricerca del non visibile, nella rappacificazione con il nostro demone, si crea un ponte verso una consapevolezza più profonda e dunque verso la forza vitale che avvicina gli opposti.


Ombre sulla strada e tempesta di sabbia - Hoachanas Kalahari Desert


Nel luogo esistente di assenza di luce, il fotografo, (che non può che raccontare se stesso) suggerisce sintomi senza diagnosticarli, incide e cesella personaggi a cui vorrebbe dar voce dal suo silenzio, racconta storie la cui trama assomiglia a chi scrive ma anche a chi vorrà osservare e leggere; disegna linee nette come tende dietro a cui si vuole nascondere o forse ritrovarsi; crea luoghi in cui l’assenza si fa patente e suggerisce sottovoce possibili scenari, soluzioni, dissoluzioni, tutte potentemente “nostre”. L’ombra non riflette ma assorbe, essendo al contempo sintesi di presenza e al contempo assenza, non per questo meno preziosa. Sarà allora l’ombra che ci accompagnerà fuori dal silenzio per aggiungere qualcosa a quello che possiamo solo sembrare.


The look, macellaio a Dely

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© Edizioni Archos

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