• Giorgia Basili

ZeroCalcare, Rebibbia Quarantine

Distanti ma uniti - ZeroCalcare testimonia il disagio collettivo attraverso il racconto della sua esperienza personale nella periferia romana, ai tempi del Covid 19

REBIBBIA QUARANTINE © ZeroCalcare

La prima puntata è stata presentata nel corso della trasmissione "Propaganda Live" e si è incentrata sull'epica avventura del fare la spesa ai tempi del Covid, con i nuovi diktat e l'adozione di misure preventive: l'entrata contingentata - con il plus ultra di occhiatacce fulminanti se la distanza di sicurezza non viene rispettata - i guanti da calzare, la velocità della scelta dei prodotti e la limita-zione del tempo di permanenza. Una chicca della prima puntata è la corsa alla scorta di alimenti in scatola - come i ceci, protagonisti per l'artista romano in quanto "perfetto cibo apocalittico" - che ricorda l'ossessione tipica di alcune famiglie americane di premunirsi in vista di una catastrofe, facendo incetta di carne, riempendo le stanze frigo e gli scaffali di prodotti ordinati per scadenza.


"Due ore di fila con due percento di batteria… piuttosto vado a leccare tutte le maniglie dello Spallanzani": l'artista di Rebibbia fa sfoggio di un umorismo mordace e irriverente che nasconde uno stato d'ansia e di disagio collettivi. ZeroCalcare sorride e si interroga su delle situazioni straordinarie che diventano episodi esilaranti come il dover compilare un CID mantenendo metri di distanza o il diffondersi di ossessioni persecutorie e di facili complottismi: una signora di 85 anni chiede cortesemente di saltare la fila perché in compagnia di un "pischellone di 200 chili" con evidenti ritardi mentali. «Non passano gli assistenti sociali» esordisce la vecchietta sconsolata, una voce dal popolo afferma «te dico che se lo affittano per zompare la fila».


REBIBBIA QUARANTINE © ZeroCalcare


Un episodio condito dallo stress delirante dell'amica Teiera, dal profumo nonsense dei würstel aromatizzati al cardamomo - può capitare di infilare nel carrello, per la fretta, würstel ripieni di anonimo formaggio -, da pirati della strada alla guida come Mad Max o Ken il Guerriero nel deserto. Ad emergere, in maniera sottile, è il bisogno di chiarezza ed onestà da parte dei media e dei canali d'informazione. Meglio un invito a restare a casa "altrimenti ingolfiamo i reparti di terapia intensiva" che un finto idillio "come è bello stare a casa", che è stato segno di leggerezza, di una mancata messa a fuoco del problema reale agli inizi della quarantena. Attualmente sembra affermarsi un terrorismo algebrico e psicologico che soffoca una vera riflessione e un pensiero comune indirizzato alle vittime del virus.


Ogni considerazione, dal "rimanere tumulati a casa a mangiare, fino a diventare ciccioni con la pappagorgia da pellicano" ai "pensieri antipatici" su chi si sposta di quartiere ed "ingolfa" i supermercati altrui, denota un'ironia senza mezzi termini con lo scopo di alleggerire, almeno agli inizi, una situazione vissuta come irreale, scongiurare lo stress e la paura galoppanti, ben rappresentati dalla sigla rubata a Giancane feat. Rancore Ipocondria. Non a caso, i disegni del video musicale sono stati realizzati da ZeroCalcare. Il Bilancio, passata a malapena una settimana di quarantena, delinea delle costanti. Un excursus di stati d'animo altalenanti si susseguono a ritmo sincopato ed inarrestabile, ogni 15 secondi: dall'esaurimento nervoso allo stupore per un documentario di Rai Storia sulle balene, sino al liquefarsi del corpo fuso con il divano.


REBIBBIA QUARANTINE © ZeroCalcare


ZeroCalcare usa la metafora dei tre termometri sociali: il telefono, strumento che permette di comunicare con gli amici ma riporta alla ribalta "un morbo che credevamo debellato" la moda delle telefonate; i social con l'impazzare dei meme, il picco di battute su Morgan e Buco all'inizio della quarantena, l'appuntamento sonoro sul balcone delle 18; la strada che sembra trasformarsi nel regno dei vecchi, la categoria più a rischio in questo periodo tende ad uscire per svagarsi e fuggire alla depressione, dilagando sui marciapiedi "come i grandi rettili del Mesozoico". Si registra inoltre l'irradiarsi di un pessimismo senza mezzi termini e sfumature che il fumettista cerca di smorzare "manco a fa così…sennò s'andavamo a butta' dal ponte di Ariccia" per poi rincarare la dose con un andrà tutto bene "se per bene si intende il TSO e sommersi di buffi, perché me sa che un sacco di gente la cassa d'integrazione se la dà in faccia".


REBIBBIA QUARANTINE © ZeroCalcare


"I Cocci" terzo episodio inizia con i buoni propositi traditi, rimangono i cocci della disfatta da raccogliere e smussare: un'organizzazione puntuale è durata solo 48 ore "svegliarsi presto, fare il saluto al sole, bere spremute, lavare i piatti subito dopo pranzo". ZeroCalcare ormai mangia tarato con il fuso orario brasiliano, cucina alle tre di notte e, per ingannare il tempo e farsi un baffo del distanziamento sociale, parla con un coccodrillo di plastica a cui ha attribuito il nome Rosario. Intanto la preoccupazione si fa largo nella mente degli italiani, stringe un groppo in gola. Bisognerà guardarsi allo specchio e fare i conti con quello che abbiamo lasciato fuori, la scia delle vittime che non si è riusciti a salvare, un sistema e una routine completamente da rivedere.


Chiudendo l'episodio con The Funeral dei Band of Horses, ZeroCalcare avverte "se le misure verranno prorogate oltre l'inizio di aprile" penserà probabilmente ad una seconda stagione. Ecco che a sorpresa sabato 4 aprile esce "Interlude - Il Filtro Quarantena", intermezzo o meglio, citando le parole di Michele Rech in arte ZeroCalcare, «un bonus con un accorato appello affinché le istituzioni si facciano carico della scabrosa situazione in cui versa parte del paese». Il fumettista presenta, come stesse provando i filtri glamour e glitterati delle Stories di Instagram, "il filtro quarantena" quello che altera la realtà, ci spinge a parlare e chattare con persone che fino ad un mese fa avremmo evitato. Questo ambiguo filtro porta a confidarsi con perfetti sconosciuti fino all'alba, a fare confessioni e condividere la nostra intimità - fantastico come ZeroCalcare animi il proprio avatar, in questi momenti di sentimentalismo spropositato, mutando repentinamente gli occhi in grandi vortici neri lacrimosi e facendo svo-lazzare intorno alla testa un esercito di stelline - . «Io stesso non sono immune a questi scompensi emotivi», si mette a nudo il fumettista.


REBIBBIA QUARANTINE © ZeroCalcare


C'è chi sfrutta questo momento di reclusione per non restare a bocca asciutta nel periodo post quarantena, scandaglia e sciorina tutto il fascino delle parole, flirtando in chat. Ma, attenzione! È un periodo in cui non siamo in grado né d'intendere né di volere: c'è il rischio di adescare un Matsugoro, il pesce che vive nel fango e fa penare Sampei. Il telefono si rivela il vero e proprio "elefante nella stanza", porterà a bruciare tutto il ventaglio di scuse accumulate "dalla Biblioteca d'Alessandria ad oggi" perché non troveremo né il tempo né la voglia per incontrare dal vivo ogni persona con la quale stiamo recuperando i rapporti nella dimensione digitale. Questo traboccare di tele-comunicazioni è il risultato di una "sbronza sociale" ammonisce Michele Rech. Dovremmo fare in modo che questo desiderio smodato di comprensione ed empatia, capace di mettere in moto un consistente dispendio di energie, venga indirizzato con criterio e logica, quando finalmente caleremo sul tavolo gli occhiali dalle lenti-filtro quarantena.


Ultimo episodio, presentato il 10 aprile nel corso della trasmissione Propaganda Live, La corsa si muove tra il senso di colpa e di responsabilità, constatando l'ambivalenza e la presenza sottile di una forma di pregiudizio razziale non del tutto debellato in alcuni anfratti della popolazione. La goliardia romana si fonde con le radici storico-artistiche e con la cultura popolare quando un involontario impatto-scontro con una signora peruviana si trasforma in un comico casquè: la composizione dei corpi e il loro incastro accidentale rimanda all'iconografia della Pietà michelangiolesca nella fervida immaginazione dell'artista-illustratore.



Chi è | Giorgia Basili

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, si è specializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza di Roma con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultura e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali.


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