Cinque Passi verso il divenire

In conversazione con Alberto Timossi che, nell’area del Complesso Monastico di Siloe (GR), allinea i cinque elementi dell’installazione, un segno tracciato sulla terra che conduce l’occhio verso il Monastero e lo preannuncia lungo un percorso che è contemporaneamente materiale e spirituale

Photo © Aurelio Candido

Su una trama di percorsi che si snodano sulle colline toscane sorge il Monastero di Siloe: costruito nel 2002, su progetto di Edoardo Milesi & Archos, si ispira alle suggestioni dell’architettura cistercense, al mondo della tradizione e a quel linguaggio simbolico capace di esprimere l’esigenza di assoluto.


Nell’area del Complesso Monastico, dell’estensione complessiva di 38.000 mq, in una zona scelta per la presenza di rocce a poca profondità, Alberto Timossi allinea i cinque elementi dell’installazione "Cinque passi" lungo la linea retta che congiunge diagonalmente un angolo del campo con un possente albero disposto isolato. È un segno tracciato sulla terra che conduce l’occhio verso il Monastero e lo preannuncia lungo un percorso che è contemporaneamente materiale e spirituale.


I cinque elementi, i cinque passi, si protendono verso il cielo e assorbono ogni minimo cambiamento di luce, di vento, di pensieri e visioni; catturano nuvole e filtrano acque della terra; osservano gli alberi e ne mimano l’essenza e le tensioni; segnano impronte e cadenze di orizzonti e lontananze. Sono i passi di un cammino che tende all’infinito, simboli di un continuo divenire dell’anima, che affondano nel silenzio di ogni altra voce.


I cinque passi sono anche quelle azioni costanti, simbiotiche e comunitarie, che pongono le basi per un nuovo Umanesimo capace di riconoscere una relazione del tutto diversa tra uomo e natura basata sull’ascolto, sulla cura, sull’accoglienza, sulla consapevolezza di una necessaria rigenerazione.