• Roberta Melasecca

Il Tempo e lo Spazio

Nella Chiesa di S. Michele Arcangelo a Sermoneta (LT) si possono ammirare le installazioni di sei artisti che hanno interpretato Il Tempo e lo Spazio

Mostra "Il Tempo e lo Spazio" Sermoneta (LT) | Photo © Roberta Melasecca

In due giornate di visite guidate e presentazioni ha preso il via a Sermoneta (LT) il Festival del Tempo, il primo Festival dedicato al Tempo che indaga con diversificati strumenti la nostra percezione del Tempo e dello Spazio, è stato possibile vedere le opere realizzate durante le residenze artistiche, le sei installazioni sono di di Francesca Balducci, Claudio Beorchia, Emmanuele Lo Giudice, Anahi Angela Mariotti, Simone Mulazzani/Valentina Grossi, Monica Pennazzi. Questi artisti hanno lavorato in residenza a Sermoneta, attivando un dialogo fruttuoso e creativo con gli abitanti e cercando di approfondire le dinamiche sociali e culturali nel territorio. Ogni artista ha così avviato un processo di inclusione nel quale il fare artistico diventa strumento di attivazione di connessioni urbane e umane e l’opera d’arte si trasforma da opera dell’artista ad opera collettiva e appartenente al “bene comune”.


"Codice di Sermoneta" di Francesca Balducci

Francesca Balducci presenta il progetto “Codice di Sermoneta: mappatura degli spazi urbani” che affronta il tema della percezione e immaginazione degli abitanti in rapporto al paesaggio urbano: descrivere il proprio abitare, la propria città, significa descrivere se stessi all’interno di una relazione percettiva e culturale. Il progetto di installazione è un intervento diffuso nella zona cinquecentesca di Sermoneta: nelle nicchie, nei fori delle mura di pietra, nei pertugi, nelle feritoie, nelle crepe, sui davanzali, piccoli mattoni di mdf segnano un percorso attraversabile, volto a far emergere e rendere visibili il vasto serbatoio di forme, tempi, manufatti, simboli della stratificata storia della città e del suo presente. Un codice, una lingua visiva perduta e da riscoprire, portata nuovamente alla luce attraverso un percorso partecipato con gli abitanti del borgo che ha dato vita ad un micro museo nella Torre nuova.


Claudio Beorchia presenta il progetto “Le macchine passare”: un lavoro che nasce da un’azione urbana e che si configura nello spazio cittadino attraverso un’audio installazione. L’opera, con leggerezza e ironia, vuole promuovere una riflessione sulla dicotomia fra tempo produttivo e quello, apparentemente, improduttivo. L’azione alla base del progetto è la messa in pratica di un comportamento esemplare, quasi proverbiale del perdere tempo: guardare le macchine passare. Durante i primi giorni di residenza l’artista, a bordo strada lungo le vie di scorrimento più trafficate, guardando le macchine che passano, ha annotato tutte le scritte sui teloni e sulle fiancate dei veicoli. Le scritte, ricombinate seguendo connessioni e rimandi semantici, hanno dato vita ad una serie di brevi poesie che sono state recitate e incise dagli abitanti di Sermoneta.


“Museo archeologico del contemporaneo” di Emmanuele Lo Giudice


Emmanuele Lo Giudice presenta il progetto “Museo archeologico del contemporaneo”: un museo di piccoli oggetti che raccontano e documentano una nuova archeologia dell’immanente, dove gli ipotetici studiosi del 2550 danno vita a nuove letture e nuovi usi per gli oggetti esposti. Quali oggetti potrebbe contenere un museo archeologico del contemporaneo se i visitatori fossero gli abitanti del futuro, tra 500 anni? Cosa troverebbero? E così ogni oggetto è stato ricercato, catalogato, esposto e corredato della sua scheda di presentazione: letture a volte ironiche, altre con carattere poetico, altre ancora di denuncia. Il Museo archeologico del contemporaneo è un invito a rileggere e a ripensare la nostra civiltà partendo dagli oggetti che ci circondano, cercando di dare vita ad una nuova consapevolezza per la costruzione di un mondo più sostenibile ed ecologico.


“21” di Anahi Angela Mariotti


Anahi Angela Mariotti propone l’installazione partecipativa, scultorea e sonora, “21” nel Lavatoio Comunale, luogo molto caro ed importante per la città: 21 microsculture di api in bronzo a dimensione naturale, realizzate con la tecnica della cera persa, collocate sui bordi del lavatoio e un ronzio di voci femminili con le loro relative storie. Il progetto trae origine dalla struttura del lavatoio costituito da tre vasche che rimandano ai tre stadi della vita - l’infanzia, l’età adulta, la vecchiaia - e dalla concezione del lavoro domestico. Api e donne legate da un filo indissolubile, un filo di 21 giorni: 21 giorni sono il ciclo di un’ape per divenire adulta e 21 giorni sono in media i giorni tra un ciclo mestruale e un altro in una donna fertile. Il destino della visibilità del lavoro, dell’armonia e del racconto del tempo si fondono in 21. 21 le voci dei racconti del passato che le donne di Sermoneta hanno confidato all’artista, 21 le voci di oggi e del nostro futuro.


“éVento sul tempo” di ArS RuRaliS


Simone Mulazzani, insieme a Valentina Grossi come ArS RuRaliS, presenta il progetto “éVento sul tempo” nel Giardino degli Aranci. Il progetto lavora con il luogo e il paesaggio: la struttura, costituita da un intreccio di rami, infinita rete di interdipendenza del reale, interagisce con l'albero d’arancio, vita manifestatasi dalla terra che dà sostegno e frutto. Nel suo radicarsi nella materialità del terreno, l’installazione si protende verso l’alto e sfocia in un Arpa eolica la quale mette in comunicazione terra e cielo e l'essere umano che si pone in ascolto e si lega all'elemento più sottile e impalpabile, l'aria, l’etere, l’idea di tempo sospeso, un tempo ampio determinato dall'imprevedibile soffio del vento. Il progetto è un invito ad attendere, a recuperare quella libertà interiore che permette ad ognuno di noi di credere o non credere, di rimanere ad ascoltare il vento o ad andare via, accompagnato dal sole morente.


“Planimetria 1507202020” di Monica Pennazzi


Monica Pennazzi presenta l’installazione site specific “Planimetria 1507202020” nella Torre di guardia di Sermoneta: centinaia di fili tessuti con una progressione di linee per creare uno spazio inedito che può essere vissuto e trasformato dallo spettatore. Il progetto esplora e sperimenta il processo tra pensiero e fare: la trama, la cui densità muta mentre ci si muove all’interno dell’installazione, e la linea incisiva creano una composizione in bilico tra la gravità fisica e quella psicologica, ricalibrando la percezione ed adattandosi allo spazio che l’accoglie. Interagendo con l’area della torre, l’artista crea un luogo che concede allo spettatore di confrontarsi con le sue emozioni e partecipare al cambiamento incessante del flusso temporale nel quale l'opera viene percepita e interiorizzata.


Le installazioni sono visitabili fino all’11 ottobre in modo autonomo oppure è possibile partecipare alle visite guidate gratuite prenotabili su: www.eventbrite.it/e/biglietti-festival-del-tempo-visite-guidate-119397929421.


Chi è | Roberta Melasecca

Architetto libero professionista, nel 2012 inizia l’attività nella comunicazione, promozione artistica e curatela per l’arte e l’architettura e nel 2015 fonda l’agenzia Melasecca PressOffice promuovendo centinaia di mostre, eventi, premi in tutto il territorio nazionale. Dal 2018 è responsabile, art manager e curator di Interno 14 next e responsabile di redazione della rivista www.presstletter.com. Dal 2019 è entrata a fare parte del progetto “The Indipendent” della Fondazione MAXXI ed è Ambasciatrice del “Progetto Rebirth Terzo Paradiso di Cittadellarte” - Fondazione Pistoletto ONLUS.

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