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Kένωσις - Lucio Fontana e Fausto Melotti

Alla Repetto Gallery, a Lugano, la mostra dedicata a due tra i massimi artisti italiani del Novecento


Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Attese 1962


Kένωσις : svuotamento, kenós (vuoto): come rinuncia, riduzione, trasparenza, termini centrali ad indicare il cuore della loro poetica. Lucio Fontana (Rosario, Argentina, 1899 – Comabbio, Varese, 1968). Fausto Melotti (Rovereto, 1901 – Milano, 1986). Un confronto, un dialogo, tra due grandi artisti che furono anche amici; un’affinità elettiva: nel liberare l’arte dalla materia: nel renderla sempre più essenziale e lirica e luminosa. Nello spezzare “il nostro involucro, la nostra corteccia fisica”.


In Fontana, nei suoi splendidi Ambienti spaziali e nei suoi celebri tagli e buchi, a partire dagli ultimi anni ‘40, una essenzialità netta, pulita, radicale, in profondi e minimi gesti che hanno sposato il motto preferito da Ludwig Mies van der Rohe: Less is more: il meno è il più. Una felice, elegante riduzione a conquistare un maggiore spazio e una più alta luce. Secondo le lucidissime parole di Melotti, “Il “taglio” di Fontana è l’emblematico bisogno di uscire dalla giungla informale”. In Melotti la stessa riduzione e grazia e trasparenza, in una declinazione meno verticale ma più orizzontale: l’ideale orizzontalità del fregio antico, liberamente ripreso nelle sue variegate e nuove metope del racconto, della narrazione, del mito arcaico e classico.


In mostra saranno presenti circa cinquanta opere, in un intenso ed allegro dialogo, a testimoniare del loro “nuovo Rinascimento”. Opere diverse, che documentano i loro variegati percorsi: da una ceramica barocca di Fontana, Donna allo specchio (1948), ad una delle più emblematiche “sculture” di Melotti, in ottone e tessuto dipinto: L’uscita delle valchirie (1980), dove il suo grande amore per la musica si cristallizza in una immagine aerea e simbolica, fragile e solenne. Dai numerosi Concetti spaziali, centrali nella poetica di Fontana, su carta e altri materiali. Su tela saranno presenti due capolavori: un tre tagli rosso (1962, 65×50 cm) ed un raro taglio su tela dipinta color oro (1960, 70×60 cm), dove il suo concetto di Attesa, di una superficie bidimensionale che, aprendosi, diviene tridimensionale, allude ed indica ad un attendere e sognare verso forme mai viste, inedite e ulteriori: il nuovo universo delle conquiste spaziali. Spazi e forme, galassie domestiche e intime nebulose, ora barocche – come inquiete linee di ricerca e movimento – ora essenziali e arcaiche, anche nelle numerose ceramiche, nei gessi dipinti e nelle carte a tecnica mista di Melotti.


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© Edizioni Archos

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